Le Zone Economiche Speciali nel Sud-Est asiatico

RISE vol. 5 n. 2

Le Zone Economiche Speciali (ZES) sono da tempo utilizzate dai governi dei Paesi del Sud-Est asiatico nelle strategie nazionali di sviluppo economico. L’istituzione di zone franche doganali, parchi tecnologici e distretti di innovazione permette di attirare gli investimenti diretti esteri, sviluppare cluster manifatturieri, creare nodi infrastrutturali regionali e potenziare l’integrazione delle piccole e medie imprese nelle catene globali del valore.

Il consolidamento delle ZES di più antica costituzione e la nascita di nuove hanno spesso funzionato da traino anche per il resto dell’economia, coinvolgendo nel processo produttivo aziende collocate al di fuori di queste aree speciali. Tuttavia, le ZES hanno in molti casi acuito tensioni e diseguaglianze sociali. Negli ultimi trent’anni, i bassi salari nei settori industriali a limitato valore aggiunto – principale caratteristica delle attività economiche nelle ZES – hanno impedito agli operai di liberare dalla povertà le proprie famiglie residenti nelle aree rurali. Inoltre, l’esproprio dei terreni per lasciare spazio alle infrastrutture, nonché i problemi relativi alla sostenibilità ambientale, hanno generato proteste popolari sedate anche con il ricorso alla violenza da parte delle autorità. Infine, lo sviluppo di aree di “divertimento” dove il gioco d’azzardo e l’abuso di alcol proliferano ha favorito lo sfruttamento di esseri umani, in particolare donne, bambini e adolescenti.

In questo numero, RISE vi condurrà nella città indonesiana di Batam, dagli anni Novanta ai primi anni Duemila diventata anch’essa parte delle “fabbriche del mondo”, ma che oggi è alle prese con gli strascichi di un’accelerata de-industrializzazione. Successivamente, andremo nelle Filippine, dove le ZES vedono in larga parte operare investitori privati. In Malaysia visiteremo il parco industriale di Kuantan, osservando le dinamiche del commercio bilaterale con la Cina. Concluderemo il nostro viaggio nella penisola indocinese, in particolare in Laos e in Cambogia, e nel Myanmar, dove i recenti piani di sviluppo incentrati sulle ZES incontrano criticità derivanti dall’impatto economico e sociale degli investimenti esteri su realtà economiche arretrate e forme istituzionali inadeguate.

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