La pandemia da COVID-19 nel Sud-Est asiatico

RISE vol. 6 n. 1

La pandemia da COVID-19, scoppiata nei primi mesi del 2020, ha messo a dura prova i sistemi sanitari del Sud-Est asiatico e ha provocato una crisi economica che non si registrava da oltre vent’anni. Il numero di infezioni e di morti nella regione è stato nettamente più basso rispetto alle cifre registrate in Europa e negli Stati Uniti, grazie alla prontezza e all’esperienza mostrate da alcuni governi nel contenere il contagio attraverso una rigorosa applicazione della quarantena e di efficaci sistemi di tracciamento. Tuttavia, la diffusione della variante Delta del nuovo coronavirus è attualmente fonte di grande preoccupazione per alcuni Stati come la Thailandia, la Malaysia e l’Indonesia, i quali hanno reintrodotto nuove forme di isolamento e mantenuto in vigore le misure di distanziamento sociale per evitare che l’ennesima e allarmante ondata di infezioni si diffonda in maniera incontrollata.

Dal punto di vista economico, il Sud-Est asiatico non è stato risparmiato dalla recessione, che ha prodotto un calo verticale della produzione industriale, una perdita di posti di lavoro, una riduzione significativa delle rimesse dei lavoratori migranti e, infine, una riconfigurazione delle catene globali del valore. In verità, quest’ultima alterazione del sistema economico globale offre anche alla regione nuove opportunità. Per riavviare il percorso di crescita del Sud-Est asiatico, è stato lanciato il processo di vaccinazione della popolazione, che procede a ritmi differenti e con risultati oscillanti da Paese a Paese. Gran parte delle dosi di vaccino utilizzate è stata acquistata o donata dalla Cina e dall’India, finora i principali fornitori non solo di vaccini ma pure di dispositivi sanitari di protezione. Fin dalla prima fase della pandemia, quando soprattutto la richiesta di mascherine era aumentata a livelli esponenziali, si diffuse gradualmente il timore che la pandemia avrebbe presto accelerato il processo di eccessiva dipendenza del Sud-Est asiatico dalle potenze regionali, a livello sia economico sia diplomatico.

Questo numero di RISE intende fornire una panoramica generale e completa della situazione a più di un anno dallo scoppio della pandemia. Si parte con una valutazione preliminare del processo di approvvigionamento delle dosi di vaccino, con uno sguardo particolare ai rapporti tra la Cina e il Sud-Est asiatico. Successivamente, trovano spazio una serie di casi studio relativi ai successi – Viet Nam e Singapore – e alle fragilità – Filippine e Indonesia – mostrati da alcuni Paesi dell’area nella lotta al COVID-19. Vedremo, inoltre, come l’annuncio dello stato di emergenza in Thailandia abbia rappresentato l’ennesima giustificazione adottata dal governo per soffocare le proteste popolari rivolte contro la monarchia e i militari. Infine, il numero si conclude con la consueta rubrica economica: dato che le misure di contenimento del nuovo coronavirus non sono state uguali dappertutto, non è semplice individuare un chiaro nesso di causalità tra la pandemia e l’andamento complessivo del PIL nell’area ASEAN.

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