Prof. Giuseppe Gabusi is Associate Professor of International Political Economy and Political Economy of East Asia at the Department of Cultures, Politics and Society of the University of Turin. He is Head of T.wai's Indo-Pacific Program.
[IT] Qualche tempo fa, visitando il rinnovato Museo nazionale del Risorgimento a Torino, mi ritrovai a ricordare come furono Vittorio Emanuele II e Garibaldi, e non Mazzini, a unificare con pragmatismo l’Italia e a dotarla di istituzioni liberali monarchiche. Nel tempo, però, le idee di Mazzini si sono prese il giusto spazio nella storia, e ancora nutrono di ideali il dibattito sociale e politico della nostra Repubblica.
[IT] Nell’autunno 2011 vengono segnali contrastanti dall’economia cinese: l’inflazione sembra essere sotto controllo, ma la crisi in Occidente frenerà le esportazioni, con conseguenti difficoltà occupazionali, e renderà più urgente l’attuazione di piani di riconversione dell’economia.
[IT] Il 3 novembre 2010 eminenti sinologi e studiosi italiani e stranieri si diedero appuntamento alla Facoltà di Studi orientali dell’Università di Roma “La Sapienza” per un convegno dal titolo Dentro il “modello Cina” – Quadro politico e sviluppo economico. Gli interventi al convegno sono raccolti in questo interessante volume, assai ben curato da Marina Miranda, professore associato di Storia della Cina contemporanea a “La Sapienza”, e da Alessandra Spalletta, coordinatrice del portale “AgiChina24”.
[IT] A ben guardare, la nascita e l’affermazione politica su scala internazionale dell’acronimo Brics rappresentano un segno del dominio della finanza globale. La storia è conosciuta. Nel 2001, un banchiere di Goldman Sachs conia il termine Brics per segnalare ai propri clienti quattro grandi paesi emergenti che presentano le migliori opportunità di investimento del XXI secolo, in quanto registrano una crescita continua e promettente: Brasile, Russia, India e Cina.
[IT] Il risvolto in terza di copertina del libro che segnaliamo questo mese ci informa che “Mario Filippo Pini è stato l’unico membro della carriera diplomatica a essere entrato alla Farnesina a seguito di un concorso che includeva anche un esame scritto di cinese. Ha prestato servizio in Cina quattro volte, per un totale di 16 anni, ed è stato ambasciatore in Bangladesh”.