The Tatmadaw may still be satisfied enough with the semi-democratic regime it created and may want to return to it at some point – just after securing a suitable Commander-in-Chief and fixing some issues it is not entirely happy about.
[IT] L'intervista rilasciata da Stefano Ruzza (T.wai & Università degli Studi di Torino) sulla crisi in Myanmar, nell'articolo di Elisa Ugolini per Geopolitica.info.
[IT] Indubbiamente il 2020 verrà ricordato come l’anno della pandemia globale, dei confinamenti e dello “stato di eccezione”. L’anno che sta per concludersi, però, è stato caratterizzato anche da importanti eventi politici, in primis le elezioni presidenziali negli Stati Uniti d’America. Ed è proprio dagli Stati Uniti che parte questo…
A functioning and inclusive political settlement rather than institutional capacity narrowly conceived is necessary for building legitimacy across society for any new ‘post-conflict’ dispensation.
“Sicuramente ciò che è accaduto dal 2021 a oggi non può essere cancellato col colpo di spugna delle elezioni: ci sono stati 75.000 morti, tra militari e civili, con più di tre milioni di sfollati, sono stati eseguiti 30.000 arresti politici, con le condizioni di prigionia spesso associate a gravi violazioni dei diritti umani. Attualmente, la giunta militare esercita il proprio controllo soltanto sul circa il 20% del territorio birmano, che però include le città principali.”
Dr. Edoardo Maria Landoni is a Research Fellow affiliated with the Violence & Security Program of T.wai and Teaching Assistant at the University of Milan.
Prof. Stefano Ruzza is Associate Professor of Political Science at the Department of Cultures, Politics and Society of the University of Turin. He is Head of T.wai's Violence & Security Program.