Scienza, tecnologia e innovazione in Cina: traguardi e prospettive

OrizzonteCina vol. 7 n. 5 (Settembre - Ottobre 2016)

Nel 1975 Deng Xiaoping commissionò uno studio di revisione critica delle politiche scientifiche cinesi. Il rapporto doveva porre le basi per la riforma delle istituzioni di ricerca nazionali, in primis la prestigiosa Accademia cinese delle scienze (Zhoungguo kexueyuan, 中国科学院).

Si racconta che nell’affidare il lavoro a uno dei uno dei suoi più stretti sodali, il futuro segretario generale del partito Hu Yaobang, Deng chiosasse: “L’Accademia delle scienze non dovrebbe essere l’Accademia dei cavoli”. Il commento, a prima vista bizzarro, esprimeva una chiara critica nei confronti delle politiche della Rivoluzione culturale allora al tramonto, durante la quale gli scienziati venivano impiegati per lunghi periodi nei campi, anziché nei laboratori o nelle aule universitarie.

Oggi la situazione è radicalmente cambiata: le trasformazioni che hanno interessato il paese in ambito industriale, economico, sociale e politico hanno inciso profondamente sul settore della scienza e tecnologia.

All’interno di OrizzonteCina Vol. 7 n. 5 (Settembre-Ottobre 2016):

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