[L’INTERVISTA] Daniele Brombal intervista Jian Lu, Vice-President (Research and Technology) della City University of Hong Kong

- Partiamo dallo sviluppo della scienza e della tecnologia in Cina: in quali settori dovremmo attenderci innovazioni rilevanti in Cina nei prossimi cinque-dieci anni?

Credo che la Cina sarà attiva in tutte le aree principali. Ad ogni modo, è probabile che i progressi siano più significativi nell’aerospaziale, nei materiali avanzati e nelle scienze della vita (life sciences).

- Osservatori internazionali e cinesi spesso lodano il paese per i suoi positivi risultati in termini di scienze applicate, mentre vi è un generale consenso sul fatto che la performance cinese sia più limitata in termini di ricerca di base. Crede che questo giudizio sia giustificato?

Credo che anche i progressi nell’area della ricerca di base siano molto significativi. Ciò risulta evidente anche guardando al progresso registrato in termini di pubblicazioni nelle principali riviste con il più alto impatto.

- Il presidente Xi ha più volte dichiarato che per produrre innovazione radicale gli scienziati cinesi dovrebbero godere di maggiore libertà nel perseguire obiettivi con il più elevato potenziale innovativo. Qual è la sua opinione su questo aspetto?

Credo che il rischio delle limitazioni alla libertà della ricerca sussista soprattutto nel settore delle scienze sociali e non sia invece significativo nelle discipline afferenti a scienze dure, tecnologia, ingegneria e matematica.

- Aumentare la qualità è un altro aspetto spesso individuato nel discorso ufficiale sulla scienza e la tecnologia in Cina. A suo parere, quali sono le principali debolezze che la Cina dovrebbe affrontare al fine di accrescere la qualità della ricerca?

È necessario premiare l’eccellenza e rispettare l’originalità dei lavori, attraverso un sistema migliore di protezione della proprietà intellettuale e attraverso il miglioramento del sistema di valutazione delle performance della ricerca.

- Hong Kong gioca un ruolo importante come uno dei maggiori snodi della ricerca in Asia. Con l’emergere di nuove città e di nuovi cluster della ricerca, cresce però la concorrenza. A suo parere, quali sono i vantaggi comparati di Hong Kong?

Hong Kong è una città unica e gode del più alto livello di libertà di ricerca in Cina. Godiamo inoltre di un eccellente ambiente internazionale per gli scambi accademici e abbiamo quattro università classificate tra le maggiori sessanta su scala mondiale. Questa è anche l’unica città al mondo con cinque delle cento maggiori scuole di ingegneria al mondo e quattro delle cento maggiori business school al mondo. La società di Hong Kong deve comprendere che abbiamo bisogno di investire di più per preservare questo vantaggio competitivo.

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