Prof. Giuseppe Gabusi is Associate Professor of International Political Economy and Political Economy of East Asia at the Department of Cultures, Politics and Society of the University of Turin. He is Head of T.wai's Indo-Pacific Program.
[IT] Red Mirror è uno sguardo a 360° sul nuovo rapporto che nei nostri giorni si sta instaurando tra tecnologia, individuo e società, in grado di incidere sugli scenari politico-economici globali. Si avverte un grande bisogno di testi di questo genere, soprattutto in un paese come l’Italia, in cui un’ampia parte dell’opinione pubblica resta ancorata a una visione anacronistica della Cina come “fabbrica del mondo”, in cui schiere di operai sono intente a replicare prodotti e modelli industriali occidentali.
[IT] Quando la Repubblica popolare cinese (Rpc) e l’Italia ristabilirono i rapporti diplomatici nel 1970 la Cina era un paese impoverito, reduce da due decenni di sostanziale chiusura al resto del mondo e da una pesante recessione nel biennio 1967-68 per effetto della Rivoluzione culturale. Il Prodotto interno lordo (Pil) misurato in dollari statunitensi (costanti 2010) era un quinto di quello italiano e quello pro-capite un settantasettesimo.
[IT] La postfazione di Giuseppe Gabusi (T.wai & Università degli Studi di Torino) per il libro di Thant Myint-U "L'altra storia della Birmania. Una distopia del XXI secolo", pubblicato da add editore e supportato da T.wai.
Oct 28, 2020
Osservatorio Politico Internazionale della Repubblica Italiana
[IT] È online il nuovo Approfondimento “La Cina: sviluppi interni, proiezione esterna” realizzato per l'Osservatorio di Politica Internazionale da T.wai in collaborazione con il Centro Luigi Bobbio per la ricerca sociale pubblica e applicata, progetto d’eccellenza del Dipartimento di Culture, Politica e Società dell'Università degli Studi di Torino.
[IT] Il capitolo scritto da Giuseppe Gabusi e Giorgio Prodi nella recensione del libro "The Italian Economy after Covid-19. Short term costs and long-term adjustments" da parte di Alberto Di Minin e Marco Bonaglia per il blog Nòva de Il Sole 24 Ore.