Le statistiche economiche pubblicate da Pechino, riguardino l’inflazione o il bilancio della difesa o altri indicatori, suscitano forti perplessità in Occidente. Le critiche si appuntano sulla mancanza di trasparenza e sullo scarso pluralismo delle fonti di informazioni. All’origine di queste carenze c’è in realtà una normativa non troppo pubblicizzata, ma ben conosciuta in tutto il Paese, quella del segreto di Stato. L’informazione di carattere macro-economico, prima che gli organismi competenti diano il loro assenso alla sua divulgazione, è considerata segreto di Stato. Per esempio, la divulgazione delle previsioni sull’incremento dei prezzi della carne di maiale è soggetta agli stessi vincoli legali di quella delle informazioni sulla difesa missilistica costiera della provincia del Guangdong. In sede di giudizio le aggravanti dipendono dalla tipologia dell’informazione divulgata (segreta, classificata o confidenziale), dal numero di soggetti coinvolti nella diffusione dell’informazione e dalla loro nazionalità.
Negli ultimi anni vari analisti economici dell’Ufficio nazionale di statistica o di finanziarie locali sono stati accusati di divulgazione del segreto di Stato, reato per cui si rischia anche la pena capitale. Alcuni analisti macroeconomici dell’Ufficio nazionale di statistica di Pechino, della People’s Bank of China e della Guosen Securities sono stati condannati a pene variabili da alcuni mesi a sei anni di detenzione per aver diffuso informazioni economiche classificate. Si tratta perlopiù di casi legati alla diffusione – in anticipo sulla data prevista dall’Ufficio di statistica – di dati inerenti al Pil, all’incremento della produzione industriale ed alla contrazione dell’accesso al credito prevista dalla Banca centrale cinese. Nonostante risulti più probabile un tentativo di aggiotaggio che di spionaggio internazionale, la distinzione tra due fattispecie così diverse fra loro rimane alquanto sottile.
Questa situazione non riguarda solo la sfera statale. Anche le aziende straniere sono esposte: possono infatti ricevere da parte di soci in joint-venture facenti capo ad aziende di Stato (sito in cinese) informazioni suscettibili di contenere dati coperti dal segreto di Stato. La situazione non solo è di particolare rilievo per le joint-venture all’interno della Cina ma anche per le aziende internazionali investite dalla nuova ondata di fusioni e acquisizioni attuata dai fondi di investimento e dalle imprese di Stato.
—
Most experts in China argued that a real, effective common EU migration policy is impossible due to divisions between Southern European and Central and... Read More
Le 25 juin 2026, Emmanuel Macron et Giorgia Meloni se sont retrouvés à Antibes, sur la côte méditerranéenne, à l’occasion du 36e sommet franco-italien. Organisée... Read More
Il progetto della rete MediumItaliaCina – Yidali Zhongguo meiti 意大利中国媒体 (YZMT) rappresenta uno sforzo collettivo e multidisciplinare che, fin dalla sua nascita nel 2021,... Read More
Martina Caschera, Natalia F. Riva (a cura di), Media Cinesi. Fonti, metodi, analisi Leggere la Cina di oggi attraverso i suoi media. In estrema... Read More
Il numero delle imprese spaziali commerciali cinesi è cresciuto da una trentina nel 2018 a quasi seicento nel 2025. Nello stesso anno la Cina... Read More

Corso Valdocco 2, 10122 Torino, Italy
Sede legale: Galleria S. Federico 16, 10121 Torino
Copyright © 2026. Torino World Affairs Institute All rights reserved