Questo articolo analizza l’affermazione dell’identità nazionale cinese attraverso le pratiche museologiche e museografiche di valorizzazione del patrominio archaeologico cinese nei musei pubblici contemporanei in Cina. Le pratiche museali pertimenti a collezioni preistoriche esposte in mostre permanenti rivelano un resoconto narrativo della civiltà cinese che sfrutta il passato e la natura intrinsecamente incompleta della preistoria come strumento per stabilire le attuali caratteristiche nazionalistiche dell’identità collettiva culturale in Cina.
Con uno caso studio sulle esposizioni di terracotte neolitiche della Cina, questa analisi usa dati primari raccolti durante ricerca sul campo, e include dettagli analitici sui contenuti delle gallerie permanenti nei musei pubblici, interviste con il personale del museo, e questionari scritti dei visitatori. Le mostre dei vasi neolitici cinesi evidenziano chiaramente gli sforzi dei musei pubblici contemporanei nel fornire narrazioni sul passato preistorico con funzioni socio-politiche, che divulghino i valori indentitari di unità e coesione. In questo contesto, l’identità cinese è definita in termini storico-culturali, che, legittimati dalla presunta continuità culturale millenaria della civiltà cinese, omogeninzzano le differenze promuovendo uno unicum culturale con un intento assimilatorio riassunto nel paradigma ‘unità nella diversità’ o ‘unità plurale’ (duoyuan yiti 多元一體). La disciplina scientifica dell’archeologia, legittimata dall’autorità dell’istituzione museale, e supprtata da scelte museografiche di grande efficacia, conferisce credibilità alle narrazioni presentate nei musei.
Questo studio fa luce sul ruolo delle strategie museali che si intersecano con dinamiche politiche, culturali e sociali più ampie in un’epoca di neoliberismo economico e di boom dell’industria del patrimonio culturale, e che rafforzano i valori di nazionalismo culturale domesticamente e sono cariche di pretese della Cina di figurare tra le grandi civiltà a livello internazionale.
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