“L’unico punto debole della macchina repressiva delle forze armate è stata la sottovalutazione del momento e della capacità della società di impedire che il colpo di Stato avesse successo fin dal primo giorno. C’è un interesse da parte dei Paesi confinanti ad avere ordine e stabilità in Myanmar, ma il grande interrogativo sul futuro è se i birmani siano disposti a pensare di condividere il potere con queste forze armate. Restano quindi aperti anche tutti gli altri scenari, da una guerra civile più o meno strisciante, al ritorno a una rigida dittatura, al collasso dello Stato.”
Il commento di Giuseppe Gabusi (T.wai & Università degli Studi di Torino) per Radio Radicale.
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Giuseppe Gabusi is Head of T.wai’s "Indo-Pacific" Program and an Associate Professor of International Political Economy and Political Economy of East Asia at the University of Torino.
“Una continua aggressività manifatturiera della Cina nel mondo genererà inevitabilmente sempre più restrizioni e ritorsioni da parte degli altri Stati, quindi non farà neanche... Read More

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