Rassegna Stampa – ChinaMed 2021

Nell’ambito del ciclo “A Strategic Nexus: the Euro-Mediterranean Region and China”, l’incontro “Looking at the Future: Trends & Challenges“, organizzato dal progetto ChinaMed del TOChina Hub e Formiche in partnership con l’Università di Pechino, l’Università di Georgetown e l’Università di Tel Aviv, è oggetto dei rilanci delle agenzie stampa di Askanews, ANSA, DIRE e AGI.

La registrazione del ciclo di webinar è disponibile sul canale YouTube del TOChina Hub.

Una sintesi scritta è invece disponibile sul sito di Formiche.

Askanews

Prodi: gli accordi di Abramo si stanno dissolvendo. Aiuti Usa ai palestinesi segnale di nuovo orientamento Roma. “Gli accordi di Abramo ormai si stanno dissolvendo”, ha rilevato l’ex presidente della Commissione Ue ed ex premier Romano Prodi con riferimento al Medio Oriente. “L’Arabia Saudita ora è davvero imbarazzata – ha notato il professore in un convegno organizzato da Formiche – siamo tornati a una situazione di instabilità, Israele ha ampliato quegli accordi allargandoli al suo vicinato, ora stanno tornando rapporti di inimicizia con gli Stati confinanti”. “Gli aiuti degli Stati Uniti ai palestinesi – ha rimarcato inoltre l’ex presidente della Commissione UE – sono il segnale di un nuovo orientamento”.

Prodi: sbagliate le sanzioni Cina contro parlamentari UE. “Sinceramente non capisco il crescente numero di sanzioni della Cina contro membri del Parlamento europeo, così si obbliga il Parlamento a fermare tutti gli accordi con Pechino”. Lo ha dichiarato Romano Prodi, già presidente del Consiglio e della Commissione europea, intervenendo al seminario “Strategic Nexus” organizzato da Formiche, Università di Torino, Ufficio di rappresentanza dell’Università Georgetown di Roma, Università di Pechino e Università di Tel Aviv. “Fino a pochi mesi fa, con la firma dell’accordo sugli investimenti Cai, la situazione era più serena, ma ora l’accordo è congelato”, ha aggiunto Prodi. “Dobbiamo cambiare atteggiamento da entrambe le parti se vogliamo riaprire le relazioni. In questo momento è formalmente impossibile fare qualsiasi cosa”.

DIRE

Prodi: UE rinuncia in favore di Turchia e Russia. In Libia l’Unione Europea potrebbe “avere un’influenza militare, addestrare le forze locali, ma ormai questo ruolo è stato preso da Russia e Turchia, nonostante il Pil dell’Ue sia molto più grande del loro, è una situazione totalmente inaspettata”. Lo ha detto oggi l’ex primo ministro italiano ed ex presidente della Commissione europea Romano Prodi, durante un incontro online dedicato al Mediterraneo e alla crescente influenza cinese nella regione dal titolo “A Strategic Nexus: the Euro-Mediterranean Region and China”. Il convegno è stato organizzato dalla rivista online Formiche e da ChinaMed, un progetto di ricerca del TOChina Hub dell’Università di Torino, insieme all’Università di Tel Aviv, all’Università di Pechino e all’ufficio di Roma della Georgetown University, e ha visto la presenza, tra gli altri, dall’ambasciatore italiano a Pechino, Luca Ferrari, e dalla deputata del Movimento 5 Stelle, Emanuela Del Re, già viceministra degli Affari esteri e della cooperazione internazionale. Nel corso del suo intervento, Prodi, come si legge sul sito di Formiche, ha messo l’accento sul crescente peso specifico della Turchia sia nel Mediterraneo che nei Balcani. Secondo l’ex premier, Ankara, con Mosca, è l’attore internazionale che più si sta impegnando a colmare il vuoto lasciato dagli Stati Uniti, che ormai “si occupano del Mediterraneo solo in funzione della loro alleanza con Israele”.

Rispetto all’evoluzione del ruolo di Pechino nella regione, ma anche nei Balcani e nell’Europa centro-orientale, Prodi ha detto che la Cina “ha un’enorme influenza economica nei Balcani e ha perfettamente ragione a scegliere i Paesi con cui fare accordi, ma non credo che la creazione di un’istituzione sia una buona mossa”. Un riferimento, questo, al Comitato di cooperazione economica ’17+1′ istituito da Pechino nel 2012.

ANSA

Prodi: sbagliate le sanzioni contro parlamentari Ue, “Così si obbliga a fermare tutti gli accordi con Pechino”. “Sinceramente non capisco il crescente numero di sanzioni della Cina contro membri del Parlamento europeo, così si obbliga il Parlamento a fermare tutti gli accordi con Pechino”. Lo ha dichiarato Romano Prodi, già presidente del Consiglio e della Commissione europea, intervenendo al seminario “Strategic Nexus” organizzato da Formiche, Università di Torino, Ufficio di rappresentanza dell’Università Georgetown di Roma, Università di Pechino e Università di Tel Aviv. “Fino a pochi mesi fa, con la firma dell’accordo sugli investimenti Cai, la situazione era più serena, ma ora l’accordo è congelato”, ha aggiunto Prodi. “Dobbiamo cambiare atteggiamento da entrambe le parti se vogliamo riaprire le relazioni. In questo momento è formalmente impossibile fare qualsiasi cosa”. Il convegno si è aperto con le riflessioni dell’ambasciatore italiano in Cina Luca Ferrari che ha evidenziato la predominanza del ruolo americano nelle relazioni fra Cina ed euromediterraneo, che sono “competitive, normalmente, collaborative, quando si puo’, e rivali, quando si deve”. “Rivali non significa nemici – precisa Ferrari – ma che Europa e Cina supportano e promuovono differenti modelli di governo”. “La Cina rappresenta un terzo della crescita globale, è impossibile ignorarla così come avviare un processo di decoupling”, ha rimarcato l’ambasciatore. “È arrivato il momento di lavorare con la Cina, di implementare un sistema multilaterale basato su regole condivise. L’idea di rallentare la crescita cinese è pericolosa”, ha evidenziato. “È necessario ridurre le distanze, a partire dalle crisi regionali in cui Ue, Stati Uniti e Cina condividono obiettivi e interessi”.

AGI

Cina: Prodi, sbagliate sanzioni Pechino contro parlamentari Ue. “Sinceramente non capisco il crescente numero di sanzioni della Cina contro membri del Parlamento europeo, così si obbliga il Parlamento a fermare tutti gli accordi con Pechino”. Lo ha dichiarato Romano Prodi, gia’ presidente del Consiglio e della Commissione europea, intervenendo al seminario ‘Strategic Nexus’ organizzato da Formiche, Università di Torino, Ufficio di rappresentanza dell’Università Georgetown di Roma, Università di Pechino e Università di Tel Aviv. “Fino a pochi mesi fa, con la firma dell’accordo sugli investimenti Cai, la situazione era più serena, ma ora l’accordo è congelato”, ha aggiunto Prodi. “Dobbiamo cambiare atteggiamento da entrambe le parti se vogliamo riaprire le relazioni. In questo momento è formalmente impossibile fare qualsiasi cosa”.

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