Questa edizione del SIPRI Yearbook coincide con il 60° anniversario della fondazione dell’Istituto. Dopo sei decenni di cambiamenti tumultuosi vissuti e affrontati dall’Istituto, una nuova era di sconvolgimento sistemico della sicurezza globale pone nuove sfide alla ricerca. Questo sforzo deve ora misurarsi con una serie di questioni estremamente complesse, tra cui: comprendere le origini dell’attuale sconvolgimento; mitigare le crescenti insicurezze geopolitiche e umane che ne derivano; e formulare alternative per la costruzione di nuovi quadri di riferimento per la pace, la stabilità e la sicurezza.
Il nuovo panorama strategico
L’ultimo decennio ha alterato in modo radicale il contesto strategico. Il tratto distintivo dell’attuale fase di competizione tra grandi potenze è riconducibile a due fattori di fondo: il riemergere della guerra interstatale su larga scala tra stati tecnologicamente avanzati e l’erosione dei sistemi di alleanze degli Stati Uniti. L’annessione della Crimea e l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia hanno segnato il ritorno a una divisione Est–Ovest in Europa e il tramonto delle speranze di integrare la Russia in un ordine di sicurezza europeo post-Guerra Fredda. Allo stesso tempo, l’ascesa della Cina e l’intensificarsi della sua rivalità con gli USA hanno trasformato l’equilibrio di potere globale. Inoltre, i tre pilastri dell’ordine nucleare globale si sono erosi: il quadro di controllo delle armi nucleari strategiche è collassato; il regime globale di non-proliferazione è sotto pressione; e gli impegni di deterrenza estesa degli Stati Uniti stanno perdendo credibilità. L’erosione di questi pilastri è aggravata dall’emergere di tecnologie militari dirompenti e dalla competizione coercitiva tra i principali stati.
Crescenti minacce alla sicurezza umana
Nel corso degli ultimi due decenni si è assistito a un graduale allontanamento dal paradigma liberale dei processi di pace, che in passato dominava gli sforzi di risoluzione dei conflitti, verso un approccio più fondato sui rapporti di forza e di natura transazionale. Tale approccio è stato incarnato dalla “diplomazia di pace” statunitense sotto la seconda amministrazione di Donald J. Trump nel 2025. L’arretramento dei quadri multilaterali di pace, la grave erosione dei diversi vincoli all’uso della forza e il conseguente aumento delle minacce alla sicurezza umana legate ai conflitti stanno convergendo in una crisi multiforme e interconnessa.
Una rinnovata agenda per la ricerca sulla pace
Una futura agenda di ricerca sulla pace potrebbe incentrarsi su quattro grandi temi: stabilizzare la competizione tra grandi potenze; sviluppare nuovi quadri di controllo delle armi adatti alle tecnologie emergenti e alla frammentazione geopolitica; comprendere e affrontare i fattori di insicurezza umana che alimentano i conflitti; e anticipare le implicazioni dei campi di battaglia del futuro e delle nuove tecnologie militari.
La ricerca sulla pace dovrà evitare di farsi trascinare in direzioni limitanti: verso il servizio di agende ristrette di sicurezza nazionale, verso l’assorbimento nella ricerca in ambito di difesa o verso l’abbandono della sicurezza umana in favore della sola “hard security”. La ricerca sulla pace deve essere preservata come campo indipendente e olistico, il cui scopo non è soltanto studiare il conflitto, ma contribuire a stabilizzare le relazioni tra avversari e, in ultima analisi, sostenere forme di pace più durature.
Download

Corso Castelfidardo 22, 10128 Torino, Italy
Sede legale: Galleria S. Federico 16, 10121 Torino
Copyright © 2026. Torino World Affairs Institute All rights reserved