Turismo urbano sostenibile e prospettive di cooperazione sino-europea

In Cina si sta aprendo una nuova era del turismo, caratterizzata da diverse problematiche. Da un lato, si assiste al progressivo declino della popolarità di quartieri e aree monumentali e paesaggistiche costruite a imitazione dell’antico[1]. Dall’altro, si registra il sovraffollamento di turisti in contesti che conservano l’autentico patrimonio artistico e culturale del paese, come la Città proibita di Pechino, l’Esercito di terracotta di Xi’an, la città antica di Fenghuang nello Hunan occidentale, e la città-fortezza di Pingyao nella provincia dello Shanxi. La vita delle comunità locali, i delicati equilibri delle loro reti relazionali e il senso di appartenenza a una determinata area geografica sono fattori che spesso risentono dell’impatto del turismo, data la natura talvolta conflittuale dei rapporti che si instaurano tra turisti e popolazioni ospitanti. I governi locali delle diverse province cinesi continuano tuttavia a porre enfasi sulle opportunità di sviluppo economico generate dal turismo, stimando la continua crescita del prodotto interno lordo (Pil) nelle rispettive province come un importante indicatore di sviluppo sociale. Il turismo è dunque percepito come un’attività che consente alla cultura e alla storia di “allestire il palcoscenico” (da tai, 搭台) e all’economia e al commercio di “mettere in scena l’opera” (changxi, 唱戏): una mentalità che porta le autorità preposte alla messa in opera delle politiche locali a disinteressarsi del valore del capitale sociale per uno sviluppo urbano sostenibile. Pertanto diversi decisori politici, pur avendo individuato i problemi legati all’industria del turismo locale, non hanno ancora prestato loro sufficiente attenzione.

L’industria del turismo ha raggiunto livelli diversi di sviluppo in Europa e in Cina. Sempre meno turisti europei scelgono i tradizionali sight-seeing tour, organizzati su lunghe distanze e con molte tappe. Piuttosto, pongono attenzione alla qualità del loro soggiorno. Il turista cinese, invece, sembra ancora prediligere il turismo di massa e la ricerca di esperienze esotiche, nonostante questa tendenza sia in declino a causa del raggiungimento di un nuovo livello di maturità del viaggiatore-tipo. Così come in Cina, le comunità locali ospitanti di alcune delle città europee maggiormente sviluppate in senso turistico – basti pensare a Roma, Venezia, Ginevra e Bruges – risentono dei problemi creati dal sovraffollamento dei turisti, un’autentica sfida per lo sviluppo urbano sostenibile.

Lo scorso settembre si è tenuta a Chengdu (capitale della provincia del Sichuan) la 22a Assemblea generale dell’Organizzazione mondiale del turismo (Omt) delle Nazioni Unite. Il Segretario generale dell’Omt Taleb Rifai non ha perso l’occasione per ricordare i significativi sforzi compiuti dalla Cina nel settore della promozione del turismo eco-sostenibile, inserendoli nella più ampia cornice della Belt & Road Initiative (Bri) (immagine: Omt).

Il mercato del turismo cinese è di dimensioni nettamente maggiori rispetto a quello europeo. Sempre più turisti cinesi scelgono di viaggiare al di fuori della Cina, specialmente in seguito alla continua crescita della classe media. Le città europee ricche di siti d’interesse storico e culturale continueranno ad attrarre turisti cinesi. In termini di sviluppo urbano sostenibile, tuttavia, Europa e Cina si trovano oggi a dover pensare a soluzioni che possano proteggere l’ecologia sociale urbana delle loro città, preservandone l’unicità. Il know-how relativo al turismo urbano che l’Europa ha acquisito nel tempo è utile anche per la Cina: ciò potrebbe portare a significative iniziative di cooperazione sino-europee. Perché ciò accada, tuttavia, è necessario che Europa e Cina trovino un terreno comune e promuovano la trasformazione delle rispettive industrie del turismo. Per promuovere la comprensione reciproca tra Europa e Cina è inoltre necessario favorire gli scambi culturali e di studio e condividere, traducendoli, gli studi realizzati in merito a città cinesi ed europee. In terzo luogo è necessario condurre discussioni accademiche bilaterali sulle attività che si potrebbero promuovere in Europa e in Cina, continuando ad esplorare possibili percorsi di sviluppo urbano sostenibile. A sostegno di tali attività potrebbe essere realizzata una piattaforma plurilingue per il turismo, sfruttando le nuove tecnologie. Questo potrebbe permettere ai centri urbani in Europa e in Cina di venire incontro alle necessità del loro mercato turistico, continuando a promuovere lo sviluppo dello stesso. Attraverso iniziative di cooperazione di questo tipo, la vita delle città potrà senz’altro essere resa migliore.

Traduzione dall’inglese a cura di Carlotta Clivio.

[1] Il prof. Zhang fa qui implicito riferimento alla crescente maturità del turista cinese, menzionata anche più oltre nel suo commento. È opportuno notare come progetti di costruzione ex-novo a imitazione dell’antico rimangano comuni. Uno degli esempi più noti è Datong (Shanxi), dove sono state ricostruite le mura antiche della città. Il caso è stato ampiamente discusso dai media nazionali e internazionali (vedi ad es. gli articoli del Guardian e della New York Review of Books) (ndt).

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