La Malaysia, un’opportunità sottovalutata

FOCUS PAESI

La Malaysia è un Paese in cui è possibile trovare una molteplicità di realtà molto articolate, talvolta tra loro contradittorie, ma che nel tempo hanno saputo convivere ed amalgamarsi facendo del Paese un luogo del tutto unico. La Malaysia è, ad esempio, il Paese delle Petronas Twin Towers e delle long houses, le antiche e tipiche abitazioni dei nativi del Borneo; dell’agricoltura intensiva, delle grandi piantagioni di olio di palma e delle foreste pluviali tra le più antiche al mondo; dell’industria high-tech e di aree rurali tradizionali; di un impianto legislativo di impronta anglosassone e dell’applicazione della Sharia (sia pure solo per coloro che professano la religione musulmana e solo per un limitatissimo numero di materie). La Malaysia è unica anche geograficamente, apparendo come due Paesi in uno, divisi dal Mar Cinese Meridionale: da un lato vi è la Malaysia peninsulare, con la capitale Kuala Lumpur, dall’altro gli stati di Sabah e Sarawak, situati nel versante ovest dell’isola del Borneo.

La Malaysia è da sempre uno dei principali crocevia commerciali dell’Asia e per questo sin dal XVI secolo ha attratto l’attenzione delle grandi potenze occidentali. Peraltro, si può dire che lo sviluppo economico del Paese inizi proprio con la colonizzazione dei portoghesi, che all’inizio del ‘500 arrivarono a controllare la zona occidentale della penisola e fecero della città di Malacca un porto di fondamentale importanza nei rapporti fra oriente e occidente. Alla dominazione portoghese seguì quella olandese e, dalla fine del XVIII secolo, quella della Gran Bretagna, che estese il proprio controllo anche all’isola di Singapore. Il dominio britannico durò sino all’indipendenza (merdeka) raggiunta nel 1957 e ha lasciato un importante retaggio nella cultura, nella legislazione e nella società malaysiane.

 Oggi lo stato è organizzato nella forma federale con a capo un monarca (Yang di-Pertuan Agong) eletto ogni 5 anni, mentre il potere legislativo spetta al Parlamento che è diviso in due Camere. Dagli anni ’70 ad oggi la Malaysia è stata governata da una coalizione politica nota come Barisan Nasional (Fronte Nazionale), che ha nel corso degli anni cercato di perseguire, sebbene con risultati alterni, un programma improntato allo sviluppo economico, alla convivenza tra le diverse etnie presenti nel Paese ed alla apertura verso le nazioni vicine e le principali economie internazionali. Il Paese, oltre a far parte del Commonwealth, è uno dei membri fondatori dell’ASEAN.

Il Paese conta oltre 30 milioni di abitanti e la società malaysiana si caratterizza per una complessa combinazione etnica e religiosa. Il principale gruppo etnico è quello dei malesi musulmani (bumiputra), che rappresentano circa il 50% della popolazione. Le principali minoranze etniche sono quella cinese, per la maggioranza di religione buddista (25% della popolazione) e quella indiana, per la maggioranza di religione induista (7%). Sono presenti poi, soprattutto nel Borneo, gruppi etnici autoctoni che sommano nel loro insieme l’11% della popolazione del Paese e un nutrito gruppo di cittadini di altre nazioni (7%). Le tensioni razziali hanno da sempre costituito una potenziale minaccia alla civile convivenza della popolazione malaysiana, anche accentuate dal fatto che solo il 20% circa della ricchezza del Paese è detenuta dalla maggioranza bumiputra. Tuttavia, questo malessere sociale è stato tenuto sotto controllo attraverso una politica che ha cercato di valorizzare il ruolo politico ed economico del gruppo maggioritario malese-musulmano. Tale politica, anche definita pro-bumiputra, ha però portato a penalizzare in vario modo le minoranze etniche e, proprio per questo, rimane al centro delle discussioni del dibattito politico.

Sotto il profilo economico nell’ultimo trentennio si è assistito a uno sviluppo economico importante con tassi medi annui di crescita del PIL del 5-7%. La crescita ha sicuramente tra le sue fonti la ricchezza di materie prime e risorse minerarie, potendo vantare giacimenti di petrolio e gas naturale che garantiscono al Paese l’autosufficienza energetica. Non è un caso che una delle aziende malesi più note a livello internazionale sia la Petronas, attiva nell’ambito della raffinazione del petrolio e della produzione di energia, nonché partner del team di Formula 1 della Mercedes. La Malaysia è poi produttore leader al mondo di stagno (45-50% della produzione totale) e vanta giacimenti di ferro, oro, carbone, e molti altri minerali.

Nel tempo ha poi saputo sviluppare un articolato settore manifatturiero (automotive, agroalimentare, tessile, chimico, edile, elettronico, cantieristica) che si caratterizza per elevati standard tecnologici e qualitativi: è malaysiana, ad esempio, la casa automobilistica Proton, che dal 1983 produce autovetture che vengono esportate in più di 40 paesi. Analogamente, si è sviluppato un altrettanto sofisticato e avanzato settore dei servizi: in particolare è cresciuta negli ultimi anni l’importanza del settore della finanza, dove la Malaysia si sta ritagliando uno spazio sempre più considerevole nel mercato finanziario islamico. La Malaysia vanta, infine, anche una grande ricchezza di produzioni agricole e, in particolare, di caucciù e olio di palma di cui è tra i produttori leader mondiali.

Nel 2016 si è registrato un rallentamento della crescita economica, determinato, tra le altre cause, dal calo dei prezzi del petrolio e da una diminuzione della domanda proveniente dalla Cina: ciò ha portato a una crescita del PIL pari “solo” al 4%.

Entrambi questi fattori (prezzi bassi degli idrocarburi e minore domanda cinese) si prevede possano insistere anche nel 2017, compensati, però, da una crescita delle esportazioni verso altri Paesi: ciò   probabilmente assesterà la crescita del Paese agli stessi livelli del 2016. D’altra parte, anche se le esportazioni di idrocarburi rimangono importanti per il Paese, rappresentando il 22% dell’export totale, le prospettive di crescita nel medio-lungo termine risentiranno sempre meno del peso del settore energetico. La Malaysia si è infatti dotata di un’economia diversificata, sono in aumento i consumi interni e gli investimenti e cresce costantemente il peso dell’export di macchinari e tecnologia, oggi pari a circa il 45% delle esportazioni complessive. Il rischio di maggiore rilievo per l’economia, tuttavia, è comunque rappresentato da eventuali difficoltà dell’economia cinese, che rimane una delle principali destinazioni delle esportazioni.

L’economia italiana ha sinora sfruttato solo in parte le numerose opportunità offerte dalla Malaysia, con una bilancia commerciale da sempre favorevole al nostro Paese. Le esportazioni italiane sono state nel 2016 pari a oltre 1 miliardo di euro, costituite per circa la metà da export di macchinari e tecnologia, mentre le nostre importazioni sono state pari a circa 950 milioni di euro, costituite per il 30% circa da prodotti alimentari. La Malaysia rimarrà anche nel prossimo futuro un mercato attrattivo per macchinari e tecnologia italiani, in settori come l’automotive, l’estrazione e lavorazione di idrocarburi, l’energetico (da fonti tradizionali e rinnovabili), la lavorazione di metalli, plastica e legno. Rimangono solide anche le prospettive per l’export italiano di abbigliamento, calzature, gioielleria e arredo, data una buona capacità di spesa dei consumatori malaysiani.

La presenza di investimenti italiani in Malaysia non è numericamente molto ampia ma è ben qualificata. Sono circa un centinaio le imprese italiane presenti con una propria sede produttiva o una propria rappresentanza nel Paese e, tra queste, si citano a titolo di esempio Finmeccanica, Magneti Marelli, Fiamm, Mapei, Maccaferri, Piaggio, Impregilo, Saipem, Enav, Nuovo Pignone e, dal 2014, Assicurazioni Generali, che ha acquisito il 49% della società assicurativa malaysiana MPIB. Certamente una presenza stabile in Malaysia offre interessanti opportunità per le nostre imprese, in quanto il Paese presenta una legislazione favorevole alla presenza estera, un vantaggioso sistema d’incentivi agli investimenti, un’ottima conoscenza della lingua inglese, infrastrutture moderne, una manodopera qualificata e dal costo relativamente contenuto ed una posizione geografica strategica, al centro del Sud-est asiatico.

Tuttavia, la Malaysia si trova oggi di fronte anche a molteplici sfide. Da un punto di vista politico, si rende necessario un’evoluzione del sistema verso una maggiore rappresentatività e una più chiara alternanza tra maggioranza-opposizione. Da un punto di vista sociale, rimane sul tavolo la questione della convivenza delle diverse etnie, con la sempre maggiore richiesta di spazi da parte delle minoranze. Da un punto di vista economico, la Malaysia dovrà puntare a un’armonica politica di crescita che tenga conto delle disparità di sviluppo tra le diverse aree del Paese e a qualificarsi sempre più per servizi e prodotti che premino qualità e innovazione. Le chiavi per affrontare con successo queste sfide risiedono nell’animo più profondo della Malaysia e nella sua capacità di sintesi e valorizzazione di realtà tra loro differenti e solo apparentemente inconciliabili e nella capacità di aprirsi altri Paesi.

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