Ciò che va sottolineato è il dispendio di energie e di capitale cognitivo a cui assistiamo ogni giorno in cui l’expertise collettiva accumulata sulla Cina, e dispersa in centri di ricerca, corsi di formazione e università, non viene fatta collidere (positivamente) con le convinzioni e convenzioni confutate che perdurano annacquando il valore delle nostre lenti specialistiche e la loro presa sulla realtà. Dobbiamo puntare a una convergenza sinergica fra studi d’area allargati e discipline socio-scientifiche post-coloniali che permettano una pluralizzazione coerente e mirata del sapere sulla Cina e consentano di rivitalizzare il dibattito pubblico sulla Cina in un momento in cui posizionamenti geopolitici raffreddano e rarefanno le possibilità di un dialogo critico ma aperto.
“La guerra in Iran ha reso il paradosso impossibile da ignorare: Taiwan, una democrazia autogovernata sulla quale Pechino rivendica sovranità, non ha risposto alla... Read More
Sin dagli anni ’50 realizzare una crescita economica sostenuta è stato un imperativo per i variegati regimi dell’Asia orientale, emersi in parte dal processo... Read More
“Il libro, pubblicato dalla casa editrice Vita e Pensiero dell’Università Cattolica di Milano, analizza il rapporto tra filantropia e potere, inteso non solo come... Read More
“There is no doubt that the war in Iran will have a massive impact on the global economy, which will undermine China’s growth, given... Read More
“China will probably adopt a wait-and-see approach, especially waiting for the second round of negotiations in Pakistan, I think they will see what to... Read More

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