Ciò che va sottolineato è il dispendio di energie e di capitale cognitivo a cui assistiamo ogni giorno in cui l’expertise collettiva accumulata sulla Cina, e dispersa in centri di ricerca, corsi di formazione e università, non viene fatta collidere (positivamente) con le convinzioni e convenzioni confutate che perdurano annacquando il valore delle nostre lenti specialistiche e la loro presa sulla realtà. Dobbiamo puntare a una convergenza sinergica fra studi d’area allargati e discipline socio-scientifiche post-coloniali che permettano una pluralizzazione coerente e mirata del sapere sulla Cina e consentano di rivitalizzare il dibattito pubblico sulla Cina in un momento in cui posizionamenti geopolitici raffreddano e rarefanno le possibilità di un dialogo critico ma aperto.
“Quello che ha caratterizzato la ‘Nuova Era’, il termine che viene utilizzato in Cina per indicare il periodo iniziato nel 2012 con l’ascesa di... Read More
Con oltre 700 milioni di abitanti, una crescita economia stimata – per quest’anno – al 5% e grazie alla sua varietà culturale e ambientale... Read More
“Pékin ne soutiendra pas publiquement la République islamique parce qu’elle n’est pas une alliée, elle est une partenaire stratégique. La Chine permet au régime... Read More
Per andare oltre i facili slogan e cercare di comprendere a fondo il fenomeno, sicuramente epocale, della proiezione economica della Cina in Africa, occorre... Read More
Le raccomandazioni per il XV piano quinquennale della Cina, approvate dal IV Plenum del XX Comitato Centrale nell’ottobre 2025, definiscono il quinquennio 2026-2030 come... Read More

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