Il presente saggio si occupa dei primi anni della storia del Partito comunista cinese (1920-1927) e in particolare analizza la traiettoria lunga e non lineare che ha dato vita alla forma partito, a partire dai gruppi locali e dalle società di studio ancora legati all’epoca del Quattro Maggio sino alle cellule vere e proprie, che divenirono la forma organizzativa più adatta per un partito di massa. Seguendo i pionieristici studi di Arif Dirlik e Hans van de Ven, in quest’articolo si sostiene che il Pcc divenne l’organizzazione marxista-leninista a tutti nota solo dopo anni e dopo infiniti dibattiti interni; tali dispute testimoniano peraltro l’esistenza di un principio pluralistico presente nella struttura apparentemente monolitica della macchina partitica. Può valere la pena, ora che è trascorso un secolo, esplorare il processo attraverso cui si formò il Pcc e verificare i margini di dibattito e di dissenso che c’erano allora, anche per una valutazione comparativa rispetto all’oggi.
The Sino–Moroccan rapprochement has been driven by a convergence between China’s efforts to secure its role in global value chains and Morocco’s export-led economic... Read More
“China’s energy security strategy is working better than many expected. Not because China has escaped dependence, and not because it can control the Gulf.... Read More
“The TOASEAN Business Day is an annual initiative organized by the Turin Chamber of Commerce, the University of Turin, and the Torino World Affairs... Read More
“Italy is home to the Torino World Affairs Institute (T.wai), which maintains strong Asia-focused research programmes. France is home to think tanks such as... Read More
“Pressure for greater transparency is unlikely to originate from the Chinese side, which has little incentive to impose additional accountability requirements on a willing... Read More

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