Ciò che va sottolineato è il dispendio di energie e di capitale cognitivo a cui assistiamo ogni giorno in cui l’expertise collettiva accumulata sulla Cina, e dispersa in centri di ricerca, corsi di formazione e università, non viene fatta collidere (positivamente) con le convinzioni e convenzioni confutate che perdurano annacquando il valore delle nostre lenti specialistiche e la loro presa sulla realtà. Dobbiamo puntare a una convergenza sinergica fra studi d’area allargati e discipline socio-scientifiche post-coloniali che permettano una pluralizzazione coerente e mirata del sapere sulla Cina e consentano di rivitalizzare il dibattito pubblico sulla Cina in un momento in cui posizionamenti geopolitici raffreddano e rarefanno le possibilità di un dialogo critico ma aperto.
“Anche Amnesty International Taiwan ha messo in guardia il governo rispetto al fatto che ignorare rapporti così floridi con Israele in tema di cooperazione... Read More
“As the Iran War intensifies pressure on global energy markets and trade corridors, Morocco is emerging as a critical hub in China’s evolving green... Read More
“Pechino nei confronti degli Usa ha argomenti di forte pressione. La Cina non è solo la fabbrica del mondo, ma detiene quasi il completo... Read More
“Europe’s growing interest in strengthening its presence in the Indo-Pacific and in diversifying partnerships has translated into deeper economic, diplomatic, and security ties with... Read More
Il volume “Il potere gentile della filantropia” (Vita e Pensiero, 2026), curato da Enea Cesana (Fondazione CRC) e Giovanni B. Andornino (T.wai & Università di... Read More

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