Sfide e opportunità tra l’ASEAN e l’Unione Europea: una prospettiva dall’Indonesia

Memoria storica e discorso contemporaneo

Il 13 novembre 2023, durante un evento di politica estera tenutosi presso il Centro per gli Studi strategici e internazionali dell’Indonesia a Giacarta, l’allora ministro della Difesa e candidato alla presidenza Prabowo Subianto evocò il passato coloniale mentre rivolgeva critiche ai Paesi europei. Li ha accusati di applicare “due pesi e due misure” nelle loro politiche ambientali e commerciali, in particolare per quanto riguarda l’olio di palma, e sottolineò che gli europei sono stati storicamente responsabili del degrado ecologico nel Sud-Est asiatico, rimproverando ora l’Indonesia per portare avanti pratiche simili. Ha sottolineato la necessità di parità e correttezza, paragonando l’economia delle piantagioni imposta durante il periodo coloniale alle attuali restrizioni che egli percepisce come protezionistiche o ipocrite. Prabowo è arrivato al punto di suggerire che l’Indonesia potrebbe non “aver più bisogno dell’Europa” se questo squilibrio dovesse persistere, e ha sostenuto la necessità di un “riequilibrio” della politica estera, verso un maggiore impegno con i partner orientali come Giappone, Corea del Sud, Cina e India[1]. In seguito, il 20 giugno 2025, al “Forum economico internazionale di San Pietroburgo”, alla presenza del presidente russo Vladimir Putin, il presidente Prabowo ha elogiato la Russia e la Cina, affermando che “hanno sostenuto i Paesi in via di sviluppo senza doppi standard – e lo dico con tutto il cuore”. Questa dichiarazione critica implicitamente le nazioni occidentali per aver applicato “due pesi e due misure” nelle loro interazioni con l’Indonesia e i Paesi in via di sviluppo. Ha, inoltre, ribadito la politica estera non allineata dell’Indonesia, sottolineando che l’Indonesia “rispetta tutti i Paesi” e che vuole essere “amica di tutti[2]”.

Queste dichiarazioni evidenziano la narrativa coerente di Prabowo che denuncia quella che lui percepisce come ipocrisia occidentale, in particolare nelle relazioni economiche, nelle politiche ambientali e nelle narrazioni storiche. Le sue critiche spesso inquadrano tali questioni in un contesto più ampio di anticolonialismo e di ricerca da parte dell’Indonesia di una politica estera più indipendente ed equilibrata, una politica estera “indipendente e attiva” (bebas aktif) che spesso tende a stringere legami più stretti con Potenze non occidentali. Subito dopo l’insediamento di Prabowo come presidente nell’ottobre 2024, l’Indonesia ha presentato domanda di adesione al gruppo BRICS (Brasile, Russia, India, Cina, Sudafrica), considerato il contrappeso del Sud del mondo al gruppo G7, composto principalmente da economie avanzate occidentali, in occasione del vertice tenutosi a Kazan nel novembre 2024. Questa mossa era in netto contrasto con il precedente rifiuto dell’Indonesia di aderire al BRICS sotto la presidenza di Susilo Bambang Yudhoyono (2004-2014) e Joko Widodo (2014-2024). L’Indonesia ha ottenuto rapidamente la piena adesione al BRICS nel gennaio 2025[3].

Tuttavia, nel luglio 2025, durante una serie di incontri diplomatici di alto livello, tra cui una visita di Stato in Belgio e alla sede dell’Unione Europea (UE) a Bruxelles, culminata con la svolta politica sull’accordo di partenariato economico globale Indonesia-UE (EU-Indonesia Comprehensive Economic Partnership Agreement, IEU-CEPA), il presidente Prabowo aveva espresso un tono più conciliante. In una conferenza stampa congiunta tenutasi a Bruxelles il 13 luglio, elogiò il contributo di lunga data dell’Europa alla scienza, alla tecnologia e alla difesa dei valori democratici, definendo il rapporto “reciprocamente simbiotico”. Sottolineò l’apprezzamento dell’Indonesia per una maggiore partecipazione economica europea e ha ribadito il motto dell’Indonesia “Unità nella diversità”, in parallelo con quello dell’UE “Uniti nella diversità”. Accolse con favore la conclusione dello storico IEU-CEPA come una svolta e definì l’Europa una componente indispensabile di un’architettura globale multipolare essenziale per la pace e la stabilità[4].

Questo cambiamento retorico, dal richiamo alle rivendicazioni storiche all’affermazione di valori e interessi condivisi, riflette il continuo atteggiamento “bipolare” dell’Indonesia nei confronti dell’Europa e dell’Occidente in generale. La critica storica rimane non solo una leva retorica, ma una visione ampiamente condivisa tra gli ex Paesi colonizzati, che tuttavia è bilanciata dal riconoscimento dei contributi occidentali alle civiltà moderne, nonché dalla necessità pragmatica di cooperazione e partnership strategica, in particolare per lo sviluppo economico dell’Indonesia.

 

Il periodo coloniale: un’eredità controversa

Il periodo coloniale ha riconfigurato radicalmente le traiettorie politiche, economiche e sociali del Sud-Est asiatico. Le potenze europee come la Spagna nelle Filippine, i Paesi Bassi in Indonesia, la Gran Bretagna nell’allora Birmania e Malaysia e la Francia in Indocina (Cambogia, Laos, Viet Nam) hanno imposto economie basate sulle piantagioni, burocrazie centralizzate e reti commerciali profondamente intrecciate con gli interessi imperiali nelle rispettive colonie[5]. Nel caso dell’Indonesia, il dominio olandese favorì un’economia estrattiva, un rigido controllo delle risorse e un’infrastruttura giuridica e istituzionale in gran parte ereditata dallo Stato postcoloniale. La rivoluzione nazionale indonesiana (1945-1949) e la lotta per il riconoscimento segnarono una dolorosa transizione verso la sovranità[6].

Il ricordo dello sfruttamento coloniale e il controverso processo di indipendenza continuano a influenzare le relazioni con l’Europa. In Indonesia si levano periodicamente richieste di scuse formali o risarcimenti per le atrocità coloniali, e le narrazioni nazionaliste enfatizzano figure di resistenza come il principe Diponegoro[7] e il presidente Sukarno per rafforzare una visione ambivalente dell’Europa. Insieme alle disparità economiche radicate nelle strutture economiche coloniali, queste narrazioni si fondono in un deficit di fiducia. Allo stesso tempo, i sistemi giuridici, l’eredità dell’istruzione e i modelli istituzionali lasciati dalle Potenze coloniali europee, in particolare dai Paesi Bassi, sono diventati parte integrante dell’apparato di governo dell’Indonesia, mentre i legami accademici, culturali e interpersonali hanno favorito un impegno costruttivo. L’esperienza dei Paesi Bassi nella gestione delle risorse idriche e nella logistica, il know-how industriale della Germania e le tecnologie di difesa della Francia dimostrano come l’eredità coloniale si sia trasformata in una piattaforma di cooperazione piuttosto che in un semplice motivo di risentimento[8].

 

Le relazioni tra ASEAN e UE oggi: tensioni e sinergie

Dall’istituzione del “Comitato ASEAN di Bruxelles” nel 1972 e dall’“Accordo di cooperazione ASEAN-Comunità Economica Europea (CEE) nel 1980, le relazioni si sono evolute da un dialogo informale a un partenariato strategico formale. La cooperazione ASEAN-UE abbraccia legami economici, dialogo politico e di sicurezza, sviluppo sostenibile, scambi culturali, trasformazione digitale e integrazione regionale. Tuttavia, permangono tensioni strutturali e normative.

Un punto centrale di attrito rimane la diplomazia normativa dell’UE, in particolare in materia di diritti umani, standard ambientali e governance democratica, che gli Stati dell’ASEAN talvolta percepiscono come neocoloniale o invadente. La direttiva UE sulle energie rinnovabili II (RED II) e il regolamento sulla deforestazione (EUDR[9]), ad esempio, hanno suscitato forti critiche da parte dell’Indonesia e della Malaysia, che li considerano barriere protezionistiche rivolte agli esportatori di olio di palma e ai mezzi di sussistenza dei piccoli agricoltori. La questione dell’olio di palma è stata persino sollevata dall’Indonesia come principale ricorrente dinanzi all’Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC), con il panel dell’OMC che ha concluso nel 2023 che l’UE aveva discriminato i biocarburanti a base di olio di palma indonesiano rispetto a prodotti simili[10]. Le differenze nella filosofia di governance, così come il principio di non interferenza e il processo decisionale basato sul consenso dell’ASEAN rispetto all’approccio più vincolante dal punto di vista giuridico e sovranazionale dell’UE, complicano ulteriormente la cooperazione. Inoltre, la mancanza di un accordo di libero scambio a livello ASEAN con l’UE riflette le disparità interne tra gli Stati membri dell’ASEAN e mina l’integrazione tra le due regioni[11].

Tuttavia, la relazione vanta anche notevoli sinergie. L’UE rimane uno dei principali partner commerciali e fonti di investimento dell’ASEAN. L’UE è il terzo partner commerciale dell’Associazione, rappresentando circa il 10% del commercio dell’ASEAN nel 2022, mentre l’ASEAN è il terzo partner dell’UE al di fuori dell’Europa, con 272 miliardi di euro di scambi commerciali di merci[12]. L’UE è stata anche un’importante fonte di investimenti diretti esteri (IDE) per l’ASEAN. Nel 2022 gli IDE dall’UE nell’ASEAN hanno raggiunto i 400,1 miliardi di euro[13].

Gli Stati dell’ASEAN condividono con l’UE un forte impegno a favore del multilateralismo, dell’ordine internazionale basato sulle regole, dell’azione per il clima e della resilienza delle catene di approvvigionamento. Entrambi i blocchi cooperano in materia di sicurezza marittima, trasformazione digitale, assistenza umanitaria, connettività delle infrastrutture, lotta al terrorismo e cooperazione allo sviluppo nel campo della scienza e della tecnologia. L’adesione dell’UE al Trattato di amicizia e cooperazione dell’ASEAN nel 2012 e l’elevazione a “partenar strategico” nel 2020 segnalano il suo impegno di lunga data e l’impegno reciproco[14].

È inoltre importante notare che, sebbene l’ASEAN non abbia cercato di modellare la propria cooperazione regionale sull’integrazione regionale dell’Europa occidentale, ha apertamente riconosciuto di aver guardato all’UE e al suo predecessore come fonte di ispirazione. L’ASEAN è stata inizialmente concepita come un’associazione regionale flessibile e minimalista che rifiutava fermamente qualsiasi forma di autorità sovranazionale. Tuttavia, l’adozione della “Carta dell’ASEAN” nel 2007, che ha conferito all’Associazione personalità giuridica e introdotto nuovi valori quali la democrazia, i diritti umani e lo stato di diritto, pur continuando a porre l’accento sui principi di sovranità e non interferenza, è stata considerata un importante passo avanti nell’“europeizzazione” dell’ASEAN[15].

Relazioni bilaterali dell’Indonesia con gli Stati membri dell’UE

Le relazioni dell’Indonesia con i singoli Paesi dell’UE rivelano dinamiche distinte plasmate dalla storia, dalla complementarità economica, dalla diaspora e dagli interessi geopolitici. Tra questi spiccano i Paesi Bassi, la Germania, la Francia e l’Italia.

I Paesi Bassi, in quanto ex potenza coloniale dell’Indonesia, vantano profondi legami culturali e accademici. Una consistente diaspora indonesiana risiede nel Paese e istituzioni come l’Università di Leiden continuano a essere un punto di riferimento per gli studi sul Sud-Est asiatico. I Paesi Bassi sono il principale partner commerciale dell’Indonesia tra i Paesi dell’UE, nonché una fonte significativa di IDE. Il commercio bilaterale tra i due Paesi ha raggiunto i 5,7 miliardi di dollari nel 2024[16]. Il porto di Rotterdam funge da “cancello” logistico chiave per le merci indonesiane verso l’Europa, un’eredità tangibile delle interconnessioni storiche che ora sostengono il commercio e gli investimenti moderni, ed esiste una cooperazione di lunga data tra l’Autorità portuale di Rotterdam e l’Indonesia Port Corporation (Pelindo) per lo sviluppo sostenibile dei porti[17].

La Germania è il principale investitore dell’UE in Indonesia, nonché uno dei principali partner commerciali, in particolare nei settori dei macchinari, degli autoveicoli, della formazione professionale e dell’ingegneria industriale. La sua enfasi sulla qualità e lo sviluppo sostenibile si adatta bene alle priorità dell’Indonesia in materia di infrastrutture e manodopera. L’iniziativa Global Gateway della Germania, che comprende progetti infrastrutturali come la ferrovia regionale a Surabaya, sottolinea il suo impegno costante[18].

Oltre ad essere un importante partner economico, la Francia è emersa come partner fondamentale dell’Indonesia nel settore della difesa. Accordi di alto profilo nel settore degli armamenti, tra cui l’ordine dell’Indonesia di 42 caccia Rafale dalla Francia nel 2022 e due sottomarini Scorpène nel 2024, e dialoghi strategici sottolineano l’orientamento indo-pacifico della Francia[19]. Essendo l’unico Paese dell’UE a mantenere una presenza militare costante nell’Oceano Indiano, la cooperazione della Francia con l’Indonesia in materia di difesa segnala un approfondimento dell’allineamento strategico. Lo scambio di visite di Stato tra il presidente Emmanuel Macron e il presidente Prabowo Subianto nel 2025, quest’ultimo caratterizzato dalla partecipazione delle truppe indonesiane alla parata a Parigi del 14 luglio – nel giorno della presa della Bastiglia – come ospiti d’onore, consolida ulteriormente le relazioni bilaterali sempre più strette tra l’Indonesia e la Francia.

L’Italia rappresenta un partner più recente ma in crescita. Tuttavia, vale la pena ricordare che il primo incontro documentato tra europei e Sud-Est asiatico, antecedente al colonialismo formale, avvenne grazie a tre famosi esploratori italiani, che visitarono tutte le zone che oggi fanno parte dell’Indonesia e scrissero dei loro viaggi. Si trattava di Marco Polo (1292) che, secondo quanto riferito, attraversò lo Stretto di Malacca, facendo tappa a Sumatra e forse a Giava durante il suo viaggio di ritorno dalla Cina. Marco Polo descrisse la ricchezza della regione, il commercio delle spezie e i costumi sociali nel suo libro Il Milione (risalente al 1300 circa), alimentando l’immaginario europeo delle “Isole delle Spezie”. Niccolò de’ Conti (1420-1440 circa), un mercante italiano che viaggiò molto in Asia, probabilmente visitò Sumatra, Giava e forse anche le Molucche, registrando dettagli preziosi sul commercio, le usanze locali e l’organizzazione politica. Ludovico di Varthema (1503-1506), un avventuriero italiano, visitò Banda e Ternate poco prima della conquista portoghese. I suoi resoconti, pubblicati nel 1510, includevano riferimenti alla ricchezza di chiodi di garofano e noce moscata, incoraggiando ulteriormente l’interesse europeo[20]. L’Italia non partecipò alla colonizzazione del Sud-Est asiatico e, quindi, non ha un retaggio storico problematico con la regione.

Dopo la sua designazione come partner di sviluppo dell’ASEAN nel 2020, l’Italia ha ampliato il commercio, gli investimenti e l’impegno culturale con i Paesi del Sud-Est asiatico[21]. Nel 2024 l’Indonesia e l’Italia hanno celebrato il 75° anniversario delle relazioni diplomatiche, sottolineando il loro impegno a lungo termine. I legami economici, sebbene ancora inferiori a quelli di Germania, Paesi Bassi o Francia, riguardano i settori dell’energia, dei macchinari, dell’agroalimentare, della tecnologia digitale e dei beni di consumo. Il piano di esportazione dell’Italia per il 2025 intensifica l’attenzione sull’ASEAN come hub commerciale strategico. La strategia indo-pacifica dell’Italia, la cooperazione regionale e il sostegno alle energie rinnovabili e alla trasformazione digitale sono in linea con gli obiettivi di sviluppo dell’Indonesia[22].

 

L’IEU-CEPA: una svolta

Mentre le relazioni bilaterali tra l’Indonesia e i singoli Paesi membri dell’UE sono state relativamente prive di ostacoli significativi, lo stesso non si può dire delle relazioni dell’Indonesia con l’UE come blocco. I negoziati per l’IEU-CEPA sono iniziati a metà del 2016 e hanno richiesto quasi nove anni e circa diciannove round formali per raggiungere un accordo politico nel 2025. I punti chiave di scontro includevano le norme ambientali e di sostenibilità (in particolare l’olio di palma), come già discusso in precedenza, i requisiti di contenuto locale, le disposizioni di protezione degli investitori, i limiti alle esportazioni di minerali e questioni tecniche come le norme di origine e gli impegni in materia di servizi. Questi problemi hanno causato sentimenti negativi tra l’Indonesia e l’UE, come si può vedere dalle critiche feroci di Prabowo all’UE nel 2023 citate in precedenza, arrivando addirittura a dire che l’Indonesia non aveva bisogno dell’Europa. La pandemia da COVID-19 causò ritardi tra il 2020 e il 2022, ma nel 2023 si sono registrati nuovi progressi e nel 2024-2025 sono state risolte questioni importanti quali l’accesso al mercato automobilistico, i minerali critici, gli appalti pubblici e la protezione degli investitori.

Quando entrerà in vigore, l’IEU-CEPA offrirà tariffe zero graduali o immediate su circa l’80% delle esportazioni indonesiane verso l’UE, compresi abbigliamento, calzature, olio di palma lavorato, prodotti ittici e componenti automobilistici. Gli analisti prevedono un aumento del 50% o più delle esportazioni indonesiane entro tre o quattro anni, che sosterranno l’ammodernamento industriale a valle, la diversificazione commerciale e la creazione di posti di lavoro nei settori ad alta intensità di manodopera[23]. L’accordo garantisce inoltre una maggiore certezza degli investimenti per le imprese dell’UE in settori critici quali le batterie per veicoli elettrici, i minerali critici, le infrastrutture digitali e le energie rinnovabili, in linea con l’agenda climatica e di sviluppo dell’Indonesia[24].

Per l’UE, l’accordo di libero scambio apre l’accesso al mercato industriale e dei consumatori in rapida crescita dell’Indonesia, con condizioni migliori per macchinari, prodotti chimici, manufatti, servizi nel settore delle telecomunicazioni, della finanza, della logistica e altro ancora. Dal punto di vista strategico, l’IEU-CEPA diversifica il commercio dell’UE in tutta l’ASEAN, sulla scia degli accordi con Singapore e Viet Nam, integrando al contempo la sostenibilità, i diritti dei lavoratori e la protezione dell’ambiente nella sua struttura. La tempistica dell’annuncio finale – il 13 luglio 2025 e un unico evento diplomatico di grande visibilità – ha rafforzato un senso condiviso di urgenza e convergenza in un contesto di instabilità geopolitica globale, comprese le tariffe punitive imposte dal presidente degli Stati Uniti (USA) Donald J. Trump a quasi tutti i Paesi che desiderano commerciare con il suo Paese[25]. Come accennato in precedenza, l’accordo di partenariato economico tra Indonesia e UE ha generato una visione molto più positiva da parte del presidente Prabowo e del governo indonesiano nel suo complesso nei confronti dell’UE e dell’Europa in generale.

 

Percezioni e fiducia: l’atteggiamento dell’opinione pubblica nell’ASEAN e in Indonesia nei confronti dell’UE

Recenti sondaggi di opinione condotti dall’ISEAS – Yusof Ishak Institute di Singapore dal 2019, intitolati The State of Southeast Asia, evidenziano l’evoluzione dell’atteggiamento nei confronti dell’UE nel Sud-Est asiatico e in Indonesia in particolare. Tra il 2019 e il 2021, la fiducia degli intervistati dell’ASEAN nell’UE è aumentata dal 41% circa al 51% circa, rendendo l’UE la seconda potenza più affidabile dopo il Giappone. Nel 2023 la fiducia è rimasta relativamente alta, anche se sono cresciute le preoccupazioni riguardo alla capacità di leadership dell’UE e alla percezione di valori politici incompatibili. La preoccupazione che l’UE possa essere distratta da questioni interne è leggermente diminuita, mentre alcuni intervistati hanno espresso allarme per le posizioni dell’UE in materia di ambiente e diritti umani che minacciano la sovranità. Nel 2024, la fiducia dell’ASEAN nella capacità dell’UE di difendere il libero scambio globale è scesa al di sotto del 14%, anche se nel 2025 è leggermente aumentata al 15,6%[26].

In Indonesia, la fiducia nell’UE nel 2019 era pari al 45%, salendo al 52,7% nel 2020. Tuttavia, nel 2023 le percezioni sono diventate più contrastanti: la fiducia nella leadership globale dell’UE è diminuita e le preoccupazioni relative alle posizioni dell’UE in materia di ambiente e diritti umani, che aumentano il rischio per la sovranità, sono aumentate notevolmente, passando da meno del 18% nel 2022 a quasi il 29%. Nel frattempo, coloro che consideravano l’UE inaffidabile sono aumentati al 17,2%. La fiducia nell’UE è diminuita costantemente, raggiungendo il minimo storico nel 2024, in gran parte a causa della posizione dell’UE sul conflitto israelo-palestinese e delle politiche ambientali considerate coercitive, anche se la fiducia nella leadership globale dell’UE è aumentata nuovamente nel 2025. Sebbene le tendenze dell’Indonesia rispecchino ampiamente il sentimento dell’ASEAN, il cambiamento di percezione riguardo alla sovranità e all’interferenza normativa è particolarmente evidente[27].

La recente conclusione dell’accordo IEU-CEPA tra Indonesia e UE e il cambiamento di posizione di diversi Paesi dell’UE sul conflitto israelo-palestinese, con il sostegno alla creazione dello Stato di Palestina, miglioreranno probabilmente ulteriormente la percezione complessiva dell’UE da parte dell’Indonesia e dell’ASEAN nel prossimo sondaggio.

 

Prospettive indo-pacifiche: convergenza e cautela

In risposta all’emergere di varie strategie indo-pacifiche da parte delle Potenze esterne alla regione, in particolare alla Free Indo-Pacific Strategy (FOIP) degli USA introdotta dal presidente Trump nel 2017, che era vista come diretta principalmente contro la Cina, l’Indonesia ha assunto un ruolo di primo piano nello spingere l’ASEAN a partecipare attivamente al dibattito su questo nuovo concetto strategico “indo-pacifico”. Poiché il Sud-Est asiatico si trova nel punto geografico centrale tra l’Oceano Indiano e l’Oceano Pacifico e tutte le terre che li circondano e che si trovano al loro interno, secondo Giacarta l’ASEAN deve continuare a mantenere la sua centralità nel contesto indo-pacifico in evoluzione. La centralità dell’ASEAN è considerata essenziale per garantire lo sviluppo di un’architettura regionale indo-pacifica veramente aperta, trasparente e inclusiva, che cercherà di colmare le differenze piuttosto che accentuarle[28]. L’ASEAN Outlook on the Indo-Pacific (AOIP), adottata nel 2019, articola le priorità fondamentali che includono una regione aperta e inclusiva, la centralità dell’ASEAN, un ordine basato su regole radicate nella United Nations Convention on the Law of the Sea (UNCLOS) del 1982 e quattro pilastri di cooperazione: la sicurezza marittima, la connettività, gli “Obiettivi di sviluppo sostenibile” (Sustainable Development Goals, SDGs) delle Nazioni Unite e la cooperazione economica.

La strategia indo-pacifica dell’UE, formalmente intitolata Strategia dell’UE per la cooperazione nell’Indo-Pacifico” e pubblicata nel settembre 2021, riflette il crescente riconoscimento da parte del blocco dell’Indo-Pacifico come regione di importanza strategica economica e geopolitica. La strategia indo-pacifica dell’UE, sostenuta dalle strategie individuali dei principali Stati membri, rappresenta un passo importante nel rinnovato impegno dell’Europa nei confronti del Sud-Est asiatico. Sebbene permangano differenze nelle priorità nazionali, la tendenza generale è quella di una convergenza attorno a principi condivisi: sostegno al multilateralismo, centralità dell’ASEAN e sviluppo sostenibile[29].

L’ASEAN ha generalmente accolto con favore la strategia indo-pacifica dell’UE, insieme a quelle dei suoi Stati membri, a condizione che siano inclusive, non conflittuali e favorevoli all’autonomia strategica dell’ASEAN. L’enfasi dell’UE sul multilateralismo, la cooperazione allo sviluppo e la centralità dell’ASEAN ha trovato ampio consenso nei Paesi del Sud-Est asiatico, tra cui l’Indonesia, che apprezza un impegno equilibrato che non costringa a scegliere tra le grandi Potenze. La posizione cauta ma aperta dell’ASEAN è radicata nel suo desiderio di evitare di essere coinvolta in alleanze strategiche rivali, preferendo iniziative che rispettino la sovranità, offrano benefici concreti in termini di sviluppo e siano in linea con le priorità dell’ASEAN in materia di infrastrutture, economia digitale e resilienza climatica[30].

La convergenza tra le visioni regionali dell’UE e dell’ASEAN ha rafforzato le basi per una cooperazione più profonda. Tuttavia, permangono alcune divergenze. Le ambizioni strategiche della Francia, in particolare in materia di sicurezza e difesa, possono talvolta apparire in contrasto con la preferenza dell’ASEAN per il non allineamento e la diplomazia basata sul consenso. Nel frattempo, la diversità di approcci tra gli Stati membri dell’UE potrebbe rischiare di frammentare la coerenza complessiva dell’impegno europeo nella regione, a meno che non si compiano sforzi per coordinare e allineare più strettamente le strategie nazionali e quelle a livello dell’UE.

La risposta dell’Indonesia alla strategia indo-pacifica dell’UE è sfumata e modellata dalla sua dottrina di politica estera di lunga data denominata bebas aktif, che prevede un mondo multipolare equilibrato e fondato sul diritto internazionale. L’Indonesia considera le strategie dell’UE come opportunità per rafforzare la cooperazione economica, la transizione verde, la connettività e il sostegno al ruolo istituzionale dell’ASEAN. L’Indonesia rimane cauta riguardo alla cooperazione in materia di difesa e alla rivalità tra le grandi Potenze. Cerca partnership diversificate senza dipendere eccessivamente da un singolo blocco o da una singola grande potenza, una posizione che si allinea con l’atteggiamento multi-allineamento dell’ASEAN.

 

Conclusioni

L’ASEAN e l’UE si trovano ad affrontare un mondo caratterizzato da frammentazione, incertezza, dinamiche di potere mutevoli e imperativi socio-ecologici. In questo contesto, il loro partenariato strategico offre un modello pragmatico di regionalismo cooperativo fondato sull’inclusività, il multilateralismo, un ordine basato sulle regole e lo sviluppo sostenibile. Per l’Indonesia, la sfida consiste nel gestire la duplice eredità del colonialismo e delle opportunità diplomatiche. Mentre persistono le critiche radicate nel risentimento storico, in particolare per quanto riguarda le restrizioni commerciali o gli attriti normativi, la traiettoria più ampia punta verso un impegno costruttivo e un vantaggio reciproco. L’IEU-CEPA, l’evoluzione della posizione di politica estera dell’Indonesia e la maturità istituzionale dell’ASEAN forniscono un terreno fertile per una partnership trasformata.

Affrontando con onestà il passato coloniale, riaffermando i valori condivisi e costruendo la cooperazione su basi di equità e reciprocità, i Paesi dell’ASEAN e l’UE possono forgiare un partenariato futuro che trascenda la storia pur rimanendo informato da essa. Una tale relazione non solo attenuerebbe le incertezze globali, ma contribuirebbe anche a plasmare un ordine internazionale più stabile, inclusivo e sostenibile, nonché un ordine regionale indo-pacifico più stabile, pacifico e prospero, in cui l’ASEAN possa garantire la propria autonomia strategica e centralità, senza soccombere alle ambizioni egemoniche delle grandi Potenze concorrenti.

Traduzione dall’inglese generata con l’IA, verificata da Raimondo Neironi


[1] Starcevic, S. (2023), “Indonesia doesn’t need Europe anymore, presidential frontrunner says”, Politico, 13 novembre, disponibile online al sito https://www.politico.eu/article/indonesia-europe-prabowo-subianto-presidential-election-palm-oil-trade-human-rights/.

[2] Tanamal, Y. (2025), “Following ‘the most powerful’ is a mistake, Prabowo says in Russia”, The Jakarta Post, 21 giugno, disponibile online al sito https://www.thejakartapost.com/world/2025/06/21/following-the-most-powerful-is-a-mistake-prabowo-says-in-russia.html.

[3] Wardhana, A., Dharmaputra, R. (2025), “What BRICS membership means for Indonesia’s foreign policy”, The Diplomat, 24 gennaio, disponibile online al sito https://thediplomat.com/2025/01/what-brics-membership-means-for-indonesias-foreign-policy/.

[4] Segretariato di Gabinetto della Repubblica di Indonesia (2025), “President Prabowo Subianto: Europe Remains a Pillar of Global Civilization, Democratic Values”, 13 luglio, disponibile online al sito https://setkab.go.id/en/president-prabowo-subianto-europe-remains-a-pillar-of-global-civilization-democratic-values/?utm.

[5] Si veda Hall, D.G.E. (1981), A History of Southeast Asia, Londra: The Macmillan Press; Osborn, M. (2024), Southeast Asia: An Introductory History, Sydney: Allen and Unwin.

[6] Ricklefs, M.C. (2008), A History of Modern Indonesia c. 1300 to the Present, Londra: The Macmillan Press; Kahin, G. McT. (2003), Nationalism and Revolution in Indonesia, Ithaca; NY: Cornell University Press.

[7] Nel corso del 2025, in Indonesia si terranno numerosi forum pubblici, talk show e mostre per commemorare la guerra di Giava (1825-1830) guidata dal principe Diponegoro contro il dominio coloniale olandese, celebrando Diponegoro come un leader ispiratore che deve essere ricordato e imitato dalle generazioni indonesiane attuali e future. Nel 2025 è in programma la realizzazione di un film su Diponegoro.

[8] Mishra, R., Hashim, A. e Milner, A. (2021), Asia and Europe in the 21st Century: New Anxieties, New Opportunities, Abingdon: Routledge.

[9] Per approfondire questo aspetto, si faccia riferimento all’articolo di Michele Farina pubblicato su questo numero.

[10] OMC (2023), “European Union — Certain Measures Concerning Palm Oil and Oil Palm Crop-Based Biofuels (DS593)”, Ginevra, 5 giugno, disponibile online al sito https://www.wto.org/english/tratop_e/dispu_e/cases_e/ds593_e.htm.

[11] Simandjuntak, D.S. (2017), “EU-ASEAN Relationship: Trends and Issues”, in Pacini, M., Yue, C.S., ASEAN in the New Asia, Singapore: ISEAS – Cambridge University Press, pp. 92-117.

[12] Delegazione dell’UE presso l’ASEAN (2022), “The European Unione and ASEAN”, disponibile online al sito https://www.eeas.europa.eu/delegations/association-southeast-asian-nations-asean_en?s=47.

[13] Asia-Europe Meeting Info Board (2024), “Topic of The Month Trade and Investments”, agosto, disponibile online al sito https://aseminfoboard.org/community/trade-and-invesments/.

[14] EU-ASEAN Business Council (2025), “Elevating EU-ASEAN Relations: Towards Moderns and Innovative Trade Agreements and Strategic Co-operation”, marzo, disponibile online al sito https://eu-asean.eu/elevating-eu-asean-relations-towards-modern-and-innovative-trade-agreements-and-strategic-cooperation/.

[15] Ruland, J. (2017), The Indonesian Way: ASEAN, Europeanization, and Foreign Policy Debates in a New Democracy, Stanford; CA: Stanford University Press.

[16] Antara News Agency (2025), “Indonesia-Netherlands relations strengthened by major Dutch investment”, 17 giugno, disponibile online al sito https://en.antaranews.com/news/359829/indonesia-netherlands-relations-strengthened-by-major-dutch-investment.

[17] Susanti, R., Simatupang, H.Y., Srifauzi, A. (2025), “Green Diplomacy: Indonesia-Netherlands Cooperation (Port of Rotterdam) to Realize the Green Port Concept in Indonesia”, PROIROFONIC, Vol. 1 (1), pp. 691-697.

[18] Servizio dell’UE per l’Azione esterna (2025), “Global Gateway”, disponibile online al sito https://www.eeas.europa.eu/eeas/global-gateway_en.

[19] Strangio, S. (2025), “France, Indonesia sign Agreement that could lead to further defense purchases”, The Diplomat, 29 maggio, disponibile online al sito https://thediplomat.com/2025/05/france-indonesia-sign-agreement-that-could-lead-to-further-defense-purchases/.

[20] Hester, N.C. (2019), “Italian Travel Writing”, in Das, N., Youngs, T., The Cambridge History of Travel Writing, Cambridge: Cambridge University Press, pp. 206-220.

[21] ASEAN Secretariat Portal (2025), “Overview: ASEAN-Italy Development Partnership”, Giacarta, luglio, disponibile online al sito https://asean.org/wp-content/uploads/2025/07/Overview-ASEAN-Italy-Development-Partnership-as-of-July-2025.pdf.

[22] Nugraha, P.C. (2024), “A new horizon for closer Indonesia-Italy relations”, The Jakarta Post, 6 giugno, disponibile online al sito https://www.thejakartapost.com/opinion/2024/06/06/a-new-horizon-for-closer-indonesia-italy-relations.html.

[23] Saputra, G.T.P., Nooraeni, R. (2020), The Impact of Indonesian-European Union Comprehensive Economic Partnership Agreement (IEU-CEPA) on Indonesia’s Textile and Textile Products, 2020 Asia–Pacific Statistics Week, Bangkok: United Nations Economic and Social Commission for Asia and the Pacific, disponibile online al sito https://www.unescap.org/sites/default/files/APS2020/62_The_Impact_of_IEU-CEPA_on_textile_and_its_product_export.pdf.

[24] Rafitrandy, D. (2025), “The Indonesia-European Union Comprehensive Economic Partnership Agreement (I-EU CEPA): Opportunity to Accelerate Green and Digital Transformation in Indonesia”, Indonesian Quarterly, Vol. 52(2), pp. 89-109.

[25] Strangio, S. (2025), “Indonesia, EU Announce Agreement to Advance Trade Pact”, The Diplomat, 14 luglio, disponibile online al sito https://thediplomat.com/2025/07/indonesia-eu-announce-agreement-to-advance-free-trade-pact/.

[26] Seah, S. et al. (2025), The State of Southeast Asia 2025, Singapore: ISEAS – Yusof Ishak Institute, disponibile online al sito https://www.iseas.edu.sg/wp-content/uploads/2025/03/The-State-of-SEA-2025-1.pdf; Seah, S. et al. (2024), The State of Southeast Asia 2024, Singapore: ISEAS – Yusof Ishak Institute, disponibile online al sito https://www.iseas.edu.sg/wp-content/uploads/2024/03/The-State-of-SEA-2024.pdf; Seah, S. et al. (2023) The State of Southeast Asia: 2023 Survey Report, Singapore: ISEAS – Yusof Ishak Institute, disponibile online al sito https://www.iseas.edu.sg/wp-content/uploads/2025/07/The-State-of-SEA-2023-Final-Digital-V4-09-Feb-2023.pdf; Seah, S. et al. (2022) The State of Southeast Asia: 2022 Survey Report, Singapore: ISEAS – Yusof Ishak Institute, disponibile online al sito https://www.iseas.edu.sg/wp-content/uploads/2022/02/The-State-of-SEA-2022_FA_Digital_FINAL.pdf; Seah, S. et al. (2021), The State of Southeast Asia: 2021 Survey Report, Singapore: ISEAS – Yusof Ishak Institute, disponibile online al sito https://www.iseas.edu.sg/centres/asean-studies-centre/state-of-southeast-asia-survey/the-state-of-southeast-asia-2021-survey-report/; Tang, S.M. et al. (2020), The State of Southeast Asia: 2020 Survey Report, Singapore: ISEAS – Yusof Ishak, disponibile online al sito https://www.iseas.edu.sg/wp-content/uploads/pdfs/TheStateofSEASurveyReport_2020.pdf; Tang, S. M. et al. (2019), The State of Southeast Asia: 2019 Survey Report, Singapore: ISEAS – Yusof Ishak Institute, disponibile online al sito https://www.iseas.edu.sg/wp-content/uploads/pdfs/TheStateofSEASurveyReport_2019.pdf.

[27] Seah, S. et al. (2025), cit.

[28] Anwar, D.F. (2020), “Indonesia and the ASEAN Outlook on the Indo-Pacific”, International Affairs, Vol. 96 (1), pp. 111-129.

[29] Driesmans, I. (2021), “ASEAN at the Centre of EU’s Indo-Pacific Strategy”, The ASEAN Post, 19 aprile, disponibile online al sito https://theaseanpost.com/article/asean-centre-eus-indo-pacific-strategy.

[30] Lin, J. (2021), “The EU in the Indo-Pacific: A New Strategy with Implications for ASEAN”, ISEAS – Yusof Ishak Institute, ISEAS Perspective, 2021/164, 16 dicembre, disponibile online al sito https://www.iseas.edu.sg/articles-commentaries/iseas-perspective/2021-164-the-eu-in-the-indo-pacific-a-new-strategy-with-implications-for-asean-by-joanne-lin/.

LinkedIn   Facebook   Twitter  
  • Events & Training Programs

Copyright © 2026. Torino World Affairs Institute All rights reserved

  • Privacy Policy
  • Cookie Policy