Il partenariato per lo sviluppo sostenibile tra l’ASEAN e l’Unione europea: sfide e opportunità

Introduzione

La sostenibilità è diventata una priorità globale fondamentale, poiché le nazioni si sforzano di trovare un equilibrio tra crescita economica e responsabilità ambientale. Come afferma chiaramente l’“Agenda 2030 delle Nazioni Unite per lo sviluppo sostenibile”: “[u]na crescita economica sostenuta, inclusiva e sostenibile è essenziale per la prosperità. Ciò sarà possibile solo se la ricchezza sarà condivisa e si affronterà il problema della disparità di reddito[1]”. L’Unione Europea (UE) e l’Associazione delle Nazioni del Sud-Est Asiatico (Association of South-East Asian Nations, ASEAN) sono due blocchi regionali che hanno sempre più riconosciuto l’importanza dello sviluppo sostenibile nelle loro politiche e nei loro partenariati internazionali. Da quando hanno instaurato relazioni formali nel 1977, i loro rapporti si sono concentrati sul commercio e sugli investimenti e si sono evoluti in modo significativo, rendendo l’UE il più antico partner di dialogo dell’ASEAN. Nel 2007, entrambe le regioni hanno adottato la “Dichiarazione di Norimberga” su un partenariato rafforzato UE-ASEAN, che ha definito una visione a lungo termine per la cooperazione e ha segnato una tappa fondamentale nelle loro relazioni diplomatiche. Una svolta nelle relazioni interregionali si è verificata nel 2012, quando l’UE ha formalmente riconosciuto l’ASEAN come partner chiave, modificando il proprio impegno diplomatico ed economico con la regione. Nello stesso anno, l’UE ha aderito al “Trattato di amicizia e cooperazione” (TAC) dell’ASEAN e ha adottato un piano d’azione per rafforzare il loro partenariato. A rafforzare ulteriormente questo impegno, nel 2015 l’UE ha lanciato una comunicazione congiunta in cui invocava un partenariato con finalità strategiche e nominava un ambasciatore presso l’ASEAN a Giacarta[2]. Infine, nel 2020, l’UE e l’ASEAN elevarono la loro cooperazione a partenariato strategico, sottolineando il loro impegno comune ad affrontare le sfide ambientali, in particolare attraverso lo sviluppo sostenibile verde e inclusivo e la connettività sostenibile[3]. Questi sviluppi hanno gettato le basi per una cooperazione più approfondita in vari settori, tra cui la sostenibilità e l’azione per il clima.

Sia l’UE sia l’ASEAN hanno definito strategie di sostenibilità distinte e adeguate ai rispettivi contesti regionali. Il quadro di sostenibilità dell’UE è guidato da politiche ambiziose come il Green Deal europeo, che mira a rendere l’UE climaticamente neutra entro il 2050[4], e il piano d’azione per l’economia circolare, che promuove la produzione e il consumo sostenibili[5], Inoltre, iniziative come il pacchetto Fit for 55 e la strategia dell’UE per la biodiversità rafforzano il suo impegno a favore della riduzione delle emissioni, delle energie rinnovabili e del ripristino degli ecosistemi[6].

Al contrario, l’approccio alla sostenibilità dell’ASEAN bilancia lo sviluppo economico con la protezione dell’ambiente. Il “Piano 2025 della Comunità socio-culturale dell’ASEAN” (“Piano dell’ASCC”) delinea gli obiettivi di sostenibilità relativi alla conservazione dell’ambiente, alla resilienza alle catastrofi e al benessere sociale[7]. Il “Piano d’azione dell’ASEAN per la cooperazione energetica” promuove l’adozione delle energie rinnovabili, mentre il “Quadro dell’ASEAN per l’economia circolare” incoraggia pratiche di consumo e produzione sostenibili[8]. Inoltre, iniziative regionali come la “Rete delle smart cities dell’ASEAN[9]” e l’“Accordo dell’ASEAN sull’inquinamento transfrontaliero da foschia[10]” riflettono gli sforzi collaborativi dell’ASEAN nello sviluppo urbano sostenibile e nella governance ambientale.

Nonostante questi quadri ben strutturati, la cooperazione UE-ASEAN in materia di sostenibilità deve affrontare alcune sfide. Il presente articolo esamina la cooperazione per lo sviluppo sostenibile tra l’UE e l’ASEAN, analizza la cooperazione esistente, le sfide principali e le opportunità future per una maggiore collaborazione.

Una panoramica del partenariato UE-ASEAN sullo sviluppo sostenibile

L’UE e l’ASEAN hanno istituito un solido quadro di cooperazione in materia di sostenibilità, guidato dal loro partenariato strategico formato nel 2020. Questo partenariato rafforza la collaborazione in materia di protezione dell’ambiente, azione per il clima e crescita economica sostenibile. Riconoscendo il Green Deal europeo come modello globale di sostenibilità, l’UE ha coinvolto l’ASEAN attraverso il sostegno finanziario, i dialoghi politici e i programmi di rafforzamento delle capacità. In risposta, l’ASEAN ha incorporato i principi di sostenibilità nei suoi quadri regionali, tra cui il Piano dell’ASCC e il “Piano 2025 della Comunità economica dell’ASEAN” (“Piano dell’AEC”). La cooperazione è ulteriormente facilitata dal gruppo di lavoro congiunto UE-ASEAN sull’ambiente e il cambiamento climatico, che si concentra sull’allineamento delle politiche, la condivisione delle conoscenze e l’attuazione dei progetti. Inoltre, il finanziamento e l’assistenza tecnica sono forniti attraverso iniziative quali lo strumento di cooperazione allo sviluppo UE-ASEAN e l’iniziativa Green Team Europe, rafforzando gli sforzi di sostenibilità dell’ASEAN.

In occasione del 45° vertice commemorativo UE-ASEAN tenutosi nel 2022, l’UE ha ribadito il proprio interesse per l’ASEAN, in particolare alla luce dell’evoluzione del panorama geostrategico e geoeconomico. Il vertice ha portato all’adozione del “Piano d’azione UE-ASEAN 2023-2027”, che delinea sei pilastri di cooperazione, molti dei quali in linea con gli “Obiettivi di sviluppo sostenibile[11]” delle Nazioni Unite (Sustainable Development Goals, SDGs). Attraverso questi meccanismi e dialoghi, l’UE ha cercato di espandere il proprio ruolo nel Sud-Est asiatico, con l’obiettivo primario di garantire un migliore accesso economico al mercato dell’ASEAN. Anche la lotta ai cambiamenti climatici è rimasta una priorità centrale nella cooperazione allo sviluppo sostenibile tra l’UE e l’ASEAN.

Per rafforzare ulteriormente la collaborazione in materia di sostenibilità, sono state avviate diverse iniziative chiave, incentrate sulle energie rinnovabili, la neutralità carbonica, la finanza verde e l’economia circolare. Tra le iniziative degne di nota figurano:

  1. L’accordo globale UE-ASEAN sul trasporto aereo (2022): un accordo storico volto a migliorare la connettività, ridurre le emissioni e promuovere la crescita economica attraverso soluzioni di trasporto aereo più ecologiche.
  2. L’iniziativa Green Team Europe. Lanciata durante il terzo dialogo UE-ASEAN sullo sviluppo sostenibile nel novembre 2021, questa iniziativa riunisce gli sforzi dell’UE, dei suoi Stati membri e delle banche europee di sviluppo. Si concentra su cinque aree critiche:
    • Energia pulita, accessibile e sicura per accelerare il passaggio alle energie rinnovabili e migliorare l’efficienza energetica.
    • Economia circolare per promuovere la produzione sostenibile, la riduzione dei rifiuti e l’efficienza delle risorse.
    • Biodiversità e paesaggi sostenibili per sostenere la conservazione e la gestione sostenibile del territorio.
    • Sistemi alimentari sostenibili per incoraggiare pratiche agricole resilienti al clima e rispettose dell’ambiente.
    • Città verdi e smart per promuovere lo sviluppo urbano eco-compatibile e le infrastrutture intelligenti.
  1. Il sostegno dell’UE al “Centro ASEAN per i cambiamenti climatici” mira a rafforzare la cooperazione regionale e l’elaborazione di politiche in materia di resilienza e adattamento ai cambiamenti climatici.
  2. Il “Partenariato UE-ASEAN per la connettività sostenibile” migliora lo sviluppo delle infrastrutture a sostegno sia dell’integrazione economica sia della sostenibilità ambientale.
  3. I finanziamenti per infrastrutture sostenibili nell’ambito del Global Gateway mobilitano investimenti per infrastrutture verdi e inclusive nei Paesi dell’ASEAN.
  4. Il miglioramento delle capacità di gestione delle catastrofi e di risposta alle emergenze dell’ASEAN nell’ambito dell’iniziativa LACER: si concentra sul rafforzamento della preparazione istituzionale e del coordinamento regionale di fronte alle catastrofi naturali.
  5. Le Smart Green ASEAN Cities (SGAC) rientrano in un programma finanziato dall’UE e attuato dal Fondo delle Nazioni Unite per lo sviluppo del capitale (UNCDF), in collaborazione con l’ASEAN. L’iniziativa mira a sostenere la progettazione, la pianificazione e la realizzazione di soluzioni per smart cities, ecologiche in tutta la regione. Essa mira, inoltre, a rafforzare le capacità nazionali per lo sviluppo di città ecologiche e intelligenti, promuovendo al contempo un maggiore scambio di buone pratiche nelle tecnologie intelligenti e nella gestione urbana sostenibile dal punto di vista ambientale[12].

Oltre a queste iniziative a livello dell’UE, vari programmi bilaterali tra i singoli Stati membri dell’UE e l’ASEAN contribuiscono ulteriormente a localizzare gli sforzi di sviluppo sostenibile. Ne sono un esempio il networking e la condivisione di conoscenze sulle soluzioni di economia circolare con la Danimarca e il progetto ASEAN Municipal Solid Waste Management Enhancement (AMUSE) con la Germania[13].

Grazie alla partnership con l’UE e agli sforzi interni, l’ASEAN ha compiuto notevoli progressi verso il raggiungimento dei suoi obiettivi di sviluppo sostenibile tra il 2015 e il 2024, in particolare in settori quali l’energia pulita e accessibile, l’acqua pulita e i servizi igienico-sanitari, la riduzione della povertà, la salute e il benessere e l’istruzione di qualità. Tuttavia, molti settori continuano a registrare scarsi progressi, come la riduzione delle disuguaglianze, la pace, la giustizia e il rafforzamento delle istituzioni democratiche[14].

Sfide e opportunità nella partnership UE-ASEAN per lo sviluppo sostenibile

Il partenariato UE-ASEAN sullo sviluppo sostenibile deve affrontare diverse sfide significative, nonostante il suo crescente slancio. Tra gli ostacoli principali figurano il disallineamento politico e normativo tra i rigorosi standard ambientali dell’UE, quali il Green Deal europeo, il “Meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere” e il regolamento dell’UE sulla deforestazione[15]. Inoltre, i membri dell’ASEAN spesso danno priorità alla crescita economica. Tale scelta è particolarmente evidente nella questione ancora irrisolta dell’inquinamento transfrontaliero causato dalla foschia. Nonostante l’esistenza di un accordo regionale e una chiara comprensione delle cause alla radice del problema, l’ASEAN ha faticato a risolvere efficacemente la questione. Ciò è dovuto in gran parte al fatto che la foschia è strettamente legata al settore agricolo, che genera entrate significative per la maggior parte degli Stati membri, il che complica l’applicazione collettiva delle norme e ostacola lo sviluppo di soluzioni a lungo termine[16]. Questa attenzione ai benefici economici immediati può ritardare o compromettere i progressi verso il raggiungimento degli SDGs, in particolare quelli relativi alla protezione dell’ambiente e all’azione per il clima. Inoltre, rende più difficile la cooperazione regionale, poiché gli interessi economici spesso offuscano l’impegno verso obiettivi di sostenibilità condivisi. Pertanto, trovare un equilibrio tra crescita economica e responsabilità ambientale rimane una sfida significativa per il partenariato UE-ASEAN, che potrebbe rallentare la priorità data agli SDGs e ritardare gli sforzi coordinati su questioni critiche come il cambiamento climatico e il degrado ambientale.

In aggiunta, l’UE sta sviluppando un approccio più integrato per affrontare le questioni ambientali, che richiede di affrontare i punti ciechi che creano tensioni inutili con i Paesi dell’ASEAN. Tali punti derivano dal modo in cui l’UE elabora la sua legislazione sul clima senza consultare a monte i Paesi dell’ASEAN sulla realizzazione delle sue politiche climatiche, anche se la legislazione incide sulle catene di approvvigionamento tra il Sud-Est asiatico e l’Europa[17]. Inoltre, l’approccio di impegno regionale noto come ASEAN Way può costituire un ostacolo a una cooperazione efficace. L’ASEAN Way enfatizza la negoziazione non conflittuale, la sensibilità e la cortesia, favorendo spesso approcci informali e non vincolanti[18]. Ciò è in contrasto con il modello di governance basato su regole dell’UE, che si fonda su impegni giuridicamente vincolanti e solidi meccanismi di applicazione. Di conseguenza, la riluttanza dell’ASEAN ad adottare misure vincolanti contribuisce a un disallineamento delle aspettative e degli standard di cooperazione. Questa discrepanza complica l’armonizzazione dei quadri normativi, riduce l’efficacia degli accordi congiunti e può, in ultima analisi, minare la fiducia nel raggiungimento di obiettivi di sostenibilità condivisi a lungo termine.

Questa divergenza è aggravata dalle disparità economiche e tecnologiche all’interno dell’ASEAN, dove diversi Stati membri non dispongono delle risorse finanziarie, delle capacità istituzionali e dell’accesso alle tecnologie verdi necessarie per attuare strategie di sostenibilità globali[19]. Inoltre, le complessità geopolitiche e la presenza di potenze globali concorrenti, tra cui la Cina e gli Stati Uniti, possono influenzare le priorità regionali e indebolire l’influenza dell’UE nella regione. Persistono anche sfide nel garantire un impegno costante del settore privato, in particolare tra le piccole e medie imprese che incontrano ostacoli nell’adozione di innovazioni verdi a causa della scarsa consapevolezza o degli incentivi limitati.

Malagrado la presenza di questi ostacoli, il partenariato UE-ASEAN offre significative opportunità di cooperazione trasformativa. L’allineamento delle strategie a lungo termine, come il Green Deal europeo e il “Piano dell’ASCC”, costituisce una solida base per la collaborazione in settori quali la resilienza climatica, la biodiversità e lo sviluppo urbano sostenibile. L’impegno dell’UE a favore dello sviluppo delle capacità, del trasferimento di tecnologie e dei finanziamenti verdi, esemplificato dalla Global Gateway Initiative e dal Green Team Europe, può aiutare l’ASEAN a colmare i divari di sviluppo e ad accelerare la sua agenda di sostenibilità. Inoltre, il rafforzamento del commercio e degli investimenti sostenibili, sostenendo gli esportatori dell’ASEAN nel soddisfare gli standard ambientali dell’UE, può approfondire i legami economici e promuovere al contempo gli obiettivi climatici. A livello bilaterale con i membri dell’ASEAN, l’uso da parte dell’UE di accordi di partenariato e cooperazione e accordi di libero scambio con i singoli Paesi dell’ASEAN funge da meccanismo pratico per promuovere gli obiettivi di sostenibilità attraverso un dialogo su misura, l’allineamento normativo e la cooperazione settoriale.

Questi accordi forniscono piattaforme per affrontare le questioni ambientali, promuovere l’innovazione verde, rafforzare i quadri giuridici e istituzionali in linea con gli standard di sostenibilità dell’UE, condividere le migliori pratiche e sviluppare capacità. Le iniziative congiunte nella ricerca, nell’istruzione e negli scambi interpersonali promuovono inoltre l’apprendimento reciproco e l’innovazione, rafforzando ulteriormente la cooperazione a lungo termine in materia di sostenibilità. Nel complesso, nonostante permangano sfide strutturali e sistemiche, le relazioni UE-ASEAN hanno un enorme potenziale per emergere come modello di cooperazione interregionale nella governance globale della sostenibilità.

Conclusioni

Il partenariato UE-ASEAN sullo sviluppo sostenibile, pur dovendo affrontare sfide significative, racchiude un immenso potenziale per promuovere la sostenibilità globale a lungo termine. La crescente divergenza tra i rigorosi standard ambientali dell’UE e i diversi quadri nazionali dell’ASEAN rappresenta un ostacolo evidente, ma queste sfide offrono anche ampie opportunità per una cooperazione più profonda e vantaggi reciproci. Mentre entrambe le regioni affrontano le complessità del disallineamento politico, l’ASEAN Way e le disparità economiche all’interno dei Paesi dell’associazione dell’Asia sud-orientale, diventa evidente la necessità di soluzioni più integrate. L’ambiziosa agenda di sostenibilità dell’UE, esemplificata dal Green Deal europeo e da iniziative come il Green Team Europe, può sostenere l’ASEAN nell’affrontare le sue sfide ambientali e nel raggiungere i suoi SDGs.

Tuttavia, per superare gli ostacoli esistenti, è necessario un maggiore coinvolgimento dei Paesi dell’ASEAN nello sviluppo delle politiche climatiche, garantendo che siano contestualmente rilevanti e realizzabili a livello locale. Rafforzando ulteriormente le relazioni bilaterali attraverso strumenti come i partenariati e gli accordi di libero scambio, entrambe le regioni possono lavorare per armonizzare i quadri normativi, promuovere l’innovazione verde e sostenere una crescita economica sostenibile. In definitiva, sebbene l’UE e l’ASEAN debbano affrontare sfide sostanziali nell’allineamento delle loro priorità di sostenibilità, le opportunità di una collaborazione trasformativa rimangono forti. Le basi di questa collaborazione sono radicate in obiettivi condivisi, apprendimento reciproco e allineamento strategico delle agende di sostenibilità a lungo termine. Cogliendo queste opportunità, l’UE e l’ASEAN possono continuare a costruire insieme un futuro resiliente e sostenibile, dando l’esempio per la cooperazione globale sulle questioni di sostenibilità.

 

                                   Traduzione dall’inglese generata con l’AI, verificata da Raimondo Neironi


[1] Nazioni Unite (2015), Trasformare il nostro mondo: l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, Risoluzione A/RES/70/1 adottata il 25 settembre 2015, disponibile online al sito https://sdgs.un.org/2030agenda.

[2] Chen, X. (2018), “The Role of ASEAN’s Identities in Reshaping the ASEAN-EU Relationship, Contemporary Southeast Asia. A Journal of International and Strategic Affairs, Vol. 40 (2), p. 233.

[3] UE, Delegazione presso l’ASEAN (2024), EU-ASEAN Blue Book 2024-2025, pp. 30-38, disponibile online al sito https://www.eeas.europa.eu/sites/default/files/documents/2024/Blue-Book-EU-ASEAN-2024.pdf.

[4] UE, Commissione europea (2019), The European Green Deal, disponibile online al sito https://commission.europa.eu/strategy-and-policy/priorities-2019-2024/european-green-deal_en.

[5] UE, Commissione europea (2020), “A New Circular Economy Action Plan For a Cleaner and More Competitive Europe”, disponibile online al sito https://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/?qid=1583933814386&uri=COM:2020:98:FIN.

[6] UE, Parlamento europeo (2021), Delivering the EU’s 2030 Climate Target, disponibile online al sito https://www.eesc.europa.eu/en/our-work/opinions-information-reports/opinions/fit-55-delivering-eus-2030-climate-target-way-climate-neutrality.

[7] Segretariato ASEAN (2016), ASEAN Socio-Cultural Community Blueprint 2025, disponibile online al sito https://www.asean.org/wp-content/uploads/2012/05/8.-March-2016-ASCC-Blueprint-2025.pdf.

[8] Segretariato ASEAN (2021), ASEAN Plan of Action for Energy Cooperation (APAEC) 2016-2025 Phase II: 2021-2025, disponibile online al sito https://asean.org/wp-content/uploads/2023/04/ASEAN-Plan-of-Action-for-Energy-Cooperation-APAEC-2016-2025-Phase-II-2021-2025.pdf.

[9] Segretariato ASEAN (n.d.), ASEAN Smart Cities Network, disponibile online al sito https://asean.org/our-communities/asean-smart-cities-network/.

[10] Segretariato ASEAN (2002), ASEAN Agreement on Transboundary Haze Pollution, disponibile online al sito https://asean.org/storage/2012/05/ASEAN-Agreement-on-Transboundary-Haze-Pollution.pdf.

[11] Cao, T. e Luo, Y. (2023), “Why Can ASEAN Promote Sustainable Development Cooperation?”, Revista Brasileira de Política Internacional, Vol. 66 (2), pp. 10-11.

[12] Fondo delle Nazioni Unite per lo sviluppo del capitale (n.d.), Smart Green ASEAN Cities (SGAC), disponibile online al sito https://www.uncdf.org/sgac.

[13] UE, Delegazione presso l’ASEAN (2024), cit., p. 93.

[14] Commissione economica e sociale delle Nazioni Unite per l’Asia e il Pacifico (2025), Asia and the Pacific SDG Progress Report 2025: Engaging Communities to Close the Evidence Gap, New York; NY, United Nations Publications, p. 84, disponibile onine al sito https://www.unescap.org/kp/2025/asia-and-pacific-sdg-progress-report-2025.

[15] Su questo tema, si faccia riferimento all’articolo di Michele Farina pubblicato su questo numero della rivista.

[16] Mahaseth, H. e Naaz, A. (2024), “Climate Change in ASEAN: Challenges, Initiatives, and the Road Ahead”, Modern Diplomacy, 21 ottobre, disponibile online al sito https://moderndiplomacy.eu/2024/10/21/climate-change-in-asean-challenges-initiatives-and-the-road-ahead/.

[17] Bomassi, L. (a cura di) (2023), “Reimagining EU-ASEAN Relations: Challenges and Opportunities”, Carnegie Endowment for International Peace, 4 luglio, disponibile online al sito https://carnegieendowment.org/research/2023/07/reimagining-eu-asean-relations-challenges-and-opportunities.

[18] Alvin, S.D. (2022), “Effectiveness of the ASEAN Agreement on Transboundary Haze Pollution”, Environmental Law Review, Vol. 24 (4), pp. 312-313.

[19] Bomassi, cit., pp. 11-13.

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