La cooperazione italiana allo sviluppo in ASEAN: Una partnership strategica per una crescita sostenibile

Introduzione

Questa sezione analizza la partnership tra l’Italia e l’Associazione delle Nazioni del Sud‑Est asiatico (Association of South-East Asian Nations, ASEAN) attraverso le logiche della cooperazione allo sviluppo, con un focus specifico sul ruolo dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS). In quanto ente attuatore principale dell’“Aiuto Pubblico allo Sviluppo” (APS) italiano, AICS è al centro di un impegno strategico, inclusivo e orientato ai risultati rivolto all’ASEAN. Le sue iniziative si inseriscono nel più ampio quadro del “Partenariato di sviluppo ASEAN‑Italia”, sostenuto dai finanziamenti della Direzione Generale per la Mondializzazione e le questioni globali (DGMO) del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI), da risorse AICS, e valorizzato dagli strumenti finanziari di Cassa Depositi e Prestiti (CDP), nonché da risorse afferenti alla Just Energy Transition Partnership (JETP).

Radicato in valori condivisi e in un comune impegno al multilateralismo, il partenariato Italia‑ASEAN mira ad affrontare sfide globali pressanti come il cambiamento climatico, la trasformazione digitale e le disuguaglianze sociali, sostenendo al contempo gli obiettivi di integrazione regionale di ASEAN. AICS contribuisce a questa agenda attraverso iniziative mirate e contestualizzate in settori strategici quali agricoltura sostenibile, tutela ambientale, economia circolare, transizione energetica e innovazione digitale. La partecipazione dell’Italia alla JETP in Viet Nam e Indonesia, come pure i programmi di capacity building in statistica, pesca e sviluppo rurale, testimoniano questo approccio multidimensionale.

AICS integra flessibilità bilaterale e coerenza regionale, allineando la programmazione alle priorità in evoluzione dell’ASEAN e agendo in sinergia con gli sforzi dell’Unione Europea (UE). Tramite partenariati pubblico‑privati, cooperazione accademica e strumenti finanziari innovativi, l’Italia promuove sostenibilità di lungo periodo, rafforzamento istituzionale e mobilitazione di capitali privati.

Al contempo, il capitolo riflette criticamente sulle principali sfide operative e strategiche dell’Italia nella regione: le risorse limitate, l’eterogeneità dei Paesi membri ASEAN, le lentezze procedurali e la necessità di allineamento con le iniziative UE. Si esamina come l’Italia, e in particolare AICS, abbia risposto con meccanismi adattivi: approcci nazionali differenziati, blended finance e un coordinamento rafforzato con le istituzioni ASEAN.

Si evidenzia dunque come il partenariato Italia‑ASEAN rappresenti un modello strategico di cooperazione allo sviluppo sostenibile che bilancia impegno diplomatico, expertise tecnica e innovazione finanziaria. Promuovendo una visione condivisa di resilienza, equità e sostenibilità, l’Italia contribuisce a colmare i divari di sviluppo regionali e a far avanzare l’Agenda 2030 in tutto il Sud‑Est asiatico.

Italia e ASEAN: una partnership fondata su obiettivi condivisi

Il rapporto tra l’Italia e l’ASEAN si fonda su valori condivisi e su un impegno congiunto ad affrontare le sfide globali tramite azioni coordinate. Il ruolo dell’ASEAN come hub economico e culturale, con oltre 680 milioni di abitanti e un PIL aggregato superiore a tremila miliardi di dollari, ne evidenzia l’importanza strategica per l’Italia[1]. Consapevole di questa importanza, l’Italia ha instaurato una partnership che privilegia la sostenibilità, l’inclusività e l’innovazione.

Il rapporto istituzionale tra l’Italia e l’ASEAN ha assunto una forma strutturata con il riconoscimento dell’Italia quale “partner di sviluppo” in occasione del 53º incontro dei Ministri degli Esteri ASEAN, il 9 settembre 2020[2]. Tale designazione ha rappresentato un passaggio fondamentale verso la formalizzazione del quadro di cooperazione. L’istituzione dell’ASEAN–Italy Development Partnership Committee (AI‑DPC) ha rafforzato il meccanismo di dialogo, assicurando l’allineamento strategico fra le priorità ASEAN e gli obiettivi della cooperazione italiana[3].

La riunione inaugurale dell’AI‑DPC si è tenuta il 19 aprile 2021, seguita da una seconda sessione il 10 giugno 2022, in cui le parti hanno adottato congiuntamente le Practical Co-operation Areas (PCA, 2022–2026). Il documento delimita l’ambito tematico del partenariato, includendo tra le diverse aree d’intervento il commercio sostenibile, la governance ambientale, il cibo e agricoltura, la transizione energetica, l’integrazione digitale e gli scambi culturali[4]. La terza riunione (18 aprile 2023) ha riaffermato l’impegno reciproco ad avanzare le iniziative comuni e a migliorare i meccanismi di attuazione. La quarta sessione, tenutasi il 28 novembre 2024, ha ulteriormente rafforzato la natura strategica della partnership e sottolineato il ruolo dell’Italia nel sostenere integrazione e resilienza regionale[5].

Tali dialoghi di alto livello sono completati da piattaforme settoriali – tra cui l’ASEAN–Italy High‑Level Dialogue on Economic Relations, scambi tecnici intergovernativi e iniziative per i giovani – che contribuiscono a consolidare la comprensione reciproca, favorire la coerenza delle politiche e promuovere lo sviluppo sostenibile nell’intera regione ASEAN[6].

Dalla designazione a partner di sviluppo, la cooperazione è progredita lungo i tre pilastri della comunità ASEAN (politico e di sicurezza, economico, socio‑culturale e sviluppo). L’Italia ha sostenuto e contribuito agli sforzi per il rafforzamento delle capacità nel mantenimento della pace (capacity building in peacekeeping operations), nonché alla sicurezza marittima e alle operazioni di sminamento. Il nostro Paese ha collaborato alla riduzione del rischio derivanti dai disastri naturali, alla lotta al crimine transnazionale e al rispetto dei diritti umani[7]. Sul fronte economico, nonostante una lieve contrazione degli scambi e IDE negativi nel 2022, l’Italia ha proseguito nel promuovere le relazioni economiche tramite l’Italy–ASEAN Association e i Dialoghi annuali di alto livello. Nei domini socio‑culturale e di sviluppo, l’Italia ha intensificato i suoi rapporti con l’associazione nell’istruzione, negli scambi scientifici e nel patrimonio culturale (Virtual Learning Centre on Cultural Heritage) e ha contribuito a organizzare due ASEAN–Italy Youth Conferences[8].

Dal 2021 sono state presentate 14 proposte progettuali nell’ambito del Partenariato di sviluppo ASEAN–Italia: quattro sono concluse, otto sono state approvate o sono in fase di avvio/attuazione, due sono ancora in discussione. Il valore complessivo è pari a 6.785.000 di euro[9]. Considerando anche iniziative programmate da AICS nel 2024 e il contributo di 2,5 milioni di euro al Fondo ASEAN di risposta al COVID‑19, l’impegno finanziario già allocato dall’Italia alla partnership supera i 15 milioni di euro[10].

Ad aprile 2025, oltre il 50% delle PCA risulta coperto da attività di progetto, spalmate su 61 aree. Nel corso del 2024 si è registrata una forte accelerazione, con sette iniziative approvate nell’anno, pari alla metà del totale dei progetti approvati fino ad oggi.

In parallelo ai contributi AICS e DGMO, CDP – l’istituzione nazionale per la finanza dello sviluppo – è emersa come attore chiave del partenariato. La CDP sostiene la cooperazione economica tramite strumenti di blended finance che combinano risorse pubbliche, finanza per il clima e capitale privato. Un passo significativo è stato compiuto nell’ottobre 2023 con la firma di un accordo di collaborazione tra CDP e il Segretariato ASEAN per migliorare la connettività aziendale (business connectivity). Attraverso la piattaforma Business Matching, la CDP ha ospitato nove eventi digitali in settori quali tecnologie pulite e agro‑alimentare, coinvolgendo quasi novecento imprese e facilitando oltre cento incontri B2B[11].

La CDP svolge anche un ruolo strategico nelle JETP con Viet Nam[12] e Indonesia[13], con 750 milioni di euro impegnati a supporto di una decarbonizzazione equa, in coordinamento con i partner G7 e le banche di sviluppo regionali[14]. Inoltre, la CDP ha stanziato fino a 155 milioni di euro, tra prestiti e contributi, per l’ASEAN Catalytic Green Finance Facility (ACGF). In qualità di gestore operativo del “Fondo Italiano per il Clima” (4,2 miliardi di euro), la CDP amplia significativamente la “cassetta degli attrezzi” della cooperazione italiana, offrendo prestiti agevolati, equity e garanzie che si affiancano alla programmazione a dono di AICS. In tal modo, la CDP potenzia la capacità dell’Italia di sostenere una crescita verde e inclusiva in tutto il Sud‑Est asiatico.

Oltre agli attori istituzionali, anche le imprese italiane contribuiscono sempre più allo sviluppo sostenibile nella regione, in particolare con iniziative ispirate ai principi dell’economia circolare – ad esempio sistemi di termovalorizzazione in Indonesia nel quadro dei “progetti strategici nazionali[15]”. L’allineamento delle iniziative con gli obiettivi regionali dell’ASEAN consolida il ruolo dell’Italia come media potenza in grado di orientare cambiamenti trasformativi.

 

Priorità strategiche e iniziative in corso della cooperazione italiana nell’ASEAN

L’Ufficio AICS di Hanoi sovrintende a una parte dell’APS italiana in un’ampia area geografica che include i Paesi ASEAN, il Bangladesh e gli Small Island Developing States (SIDS) del Pacifico. Ad aprile 2025 gestisce un portafoglio attivo di 101,8 milioni di euro, comprendente cooperazione tecnica, finanza per lo sviluppo e assistenza umanitaria. Tutti gli interventi sono allineati alle priorità nazionali e contribuiscono all’“Agenda 2030” delle Nazioni Unite. Nel contesto regionale, il Viet Nam è il principale beneficiario dell’assistenza italiana allo sviluppo[16].

Dal 2020, l’Ufficio di Hanoi ha progressivamente regionalizzato il proprio focus operativo, privilegiando sempre più le iniziative che promuovono l’integrazione dell’ASEAN. Come accennato in precedenza, questo riorientamento strategico riflette il riconoscimento formale dell’Italia come partner di sviluppo dell’ASEAN nel settembre 2020 e risponde all’evoluzione del quadro di cooperazione tra l’Italia e l’Associazione[17]. Segna inoltre un passaggio dalla programmazione specifica per paese a soluzioni regionali, favorendo la convergenza tra le esigenze nazionali e le priorità a livello ASEAN.

Le operazioni di AICS Hanoi sono guidate da una visione strategica orientata a risultati coerenti e sensibili a un contesto caratterizzato da ambienti politici e socio‑economici differenti. La cifra distintiva in Asia orientale e sud‑orientale è la focalizzazione su sviluppo integrato, inclusivo e sostenibile, adattato alle vulnerabilità ambientali e demografiche della regione. Le scelte di programmazione si ispirano all’Agenda 2030 e al quadro delle “5P” (Popolazioni, Pianeta, Prosperità, Pace e Partenariato) e si fondano su tre assi: resilienza climatica, gestione sostenibile delle risorse naturali, promozione di modelli di economia circolare[18]. Il filo conduttore è il rafforzamento delle capacità locali, la valorizzazione delle competenze italiane e la promozione di soluzioni scalabili e “country‑owned”, coerenti con le priorità nazionali e con il partenariato ASEAN–Italia.

Nei Paesi a medio reddito come il Viet Nam l’enfasi è posta sulla sostenibilità ambientale e sul trasferimento di conoscenze, mentre in contesti fragili (quale, ad esempio, quello del Myanmar) il focus è più umanitario. Tale flessibilità è resa possibile da un’ampia gamma di strumenti che vanno dalla cooperazione tecnica ai prestiti sovrani agevolati, dai fondi debt‑swap alla risposta d’emergenza, garantendo coerenza strategica e adattabilità.

Al 2025, AICS Hanoi coordina diverse iniziative in varie fasi del ciclo di vita con istituzioni ASEAN e Stati membri, in linea con l’ASEAN Community Vision 2025 e l’Agenda 2030 delle Nazioni Unite. Il portafoglio attuale include tre iniziative già approvate e progettate con la collaborazione delle istituzioni ASEAN:

Il “Supporto scientifico e tecnico all’agricoltura sostenibile nei Paesi ASEAN” (3S), guidata dall’Università di Milano (v. Tab. 1), che introduce meccanizzazione sostenibile e pratiche resilienti al clima in filiere di mais, manioca e canna da zucchero. Questa iniziativa contribuisce alla realizzazione degli “Obiettivi di sviluppo sostenibile” (Sustainable Development Goals, SDGs) n. 2 e n. 13 dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite[19].

Il “Meccanismo di cooperazione per lo sviluppo competitivo dell’acquacoltura e della pesca su piccola scala (COOPMEC)”, realizzata dal Centre International de Hautes Etudes Agronomiques Méditerranéennes (CIHEAM) di Bari (v. Tab. 1), con la collaborazione dell’ASEAN Fisheries Working Group. Questa iniziativa intende migliorare la governance dell’acquacoltura e promuovere una gestione sostenibile della piccola pesca, sviluppando le ASEAN Good Acquaculture Practices (GAqP), attività formative e l’adattamento delle linee guida Securing Sustainable Small-Scale Fisheries in the Context of Food Security and Poverty Eradication (FAO‑SSF). Essa prevede anche strategie per mitigare gli impatti degli attrezzi da pesca abbandonati o dispersi[20].

L’Italia ha contribuito con 2,5 milioni di euro (v. Tab. 1) all’ASEAN COVID‑19 Response Fund[21], uno strumento che prevede diversi Paesi donatori e che è stato avviato nel 2020. La sua attuazione ha scontato ritardi politico‑operativi legati, tra l’altro, all’esclusione delle autorità del Myanmar.

In parallelo, AICS Hanoi ha elaborato quattro ulteriori iniziative con pareri tecnici positivi dell’ASEAN ma ancora in fase di valutazione e in attesa della conferma dei fondi. Queste sono il “Geo‑Lab” (un consorzio che prevede la partecipazione dell’Università degli Studi di Napoli – Parthenope, il Consiglio Nazionale delle Ricerche e l’Unione Geotermica Italiana) che si concentra sulla geotermia a bassa/media entalpia (v. Tab. 1). Vi è poi una proposta complementare – che vede la partecipazione dell’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura e alcune organizzazioni della società civile italiana (v. Tab. 1) – che si concentra sulla gestione delle foreste e sulla resilienza climatica attraverso soluzioni basate sulla natura e sull’ecoturismo comunitario.

Sono state presentate alla divisione Initiative for Integration dell’ASEAN altre due note concettuali: una sul miglioramento dell’uso delle risorse idriche in agricoltura nella regione del basso fiume Mekong (Cambogia, Laos e Viet Nam) e l’altra sulla promozione dei principi dell’economia circolare e dell’accesso al mercato nelle catene del valore agricole, come il caffè e la gomma naturale, in alcuni Paesi selezionati (v. Tab. 1). Sebbene tutte e quattro le iniziative siano in linea con le priorità di sviluppo regionale e riflettano i punti di forza comparativi dell’Italia, la loro approvazione rimane soggetta alla conferma definitiva da parte italiana.

Oltre al disegno e alla gestione dei progetti, la sede AICS di Hanoi ha rafforzato la coerenza metodologica introducendo “Results‑Based Management” (RBM) e “Theory of Change” nella programmazione regionale[22], migliorando rigore analitico, trasparenza e accountability. Questi strumenti, non sufficientemente utilizzati nei sistemi di valutazione dei progetti dell’ASEAN, hanno migliorato il rigore analitico, la trasparenza e la responsabilità delle iniziative congiunte.

Tra i programmi regionali promossi al di fuori delle iniziative disegnate con l’ASEAN sono inclusi un progetto trilaterale di statistica ambientale, realizzato dall’Istituto Nazionale di Statistica (ISTAT) con gli uffici di statistica di Cambogia, Laos e Viet Nam, al fine di potenziare i sistemi di dati e la misurazione di indicatori ambientali chiave per l’azione climatica.

Innovazione e trasformazione digitale sono priorità emergenti nel Sud‑Est asiatico, in particolare in chiave di sviluppo sostenibile e resiliente al clima[23]. Nell’ambito del partenariato Italia–ASEAN, AICS, CDP e istituzioni di ricerca italiane hanno avviato dialoghi e piloti per introdurre soluzioni agri‑tech (agricoltura di precisione, analytics data‑driven, piattaforme digitali per l’accesso al mercato e l’integrazione di filiera). Sebbene ancora in fase embrionale, tali iniziative riflettono una crescente convergenza tra le competenze italiane e le strategie regionali dell’ASEAN per la modernizzazione dell’agricoltura. È importante sottolineare che esse mirano a migliorare la resilienza alla variabilità climatica e alla volatilità dei mercati, contribuendo a rendere il sistema agroalimentare della regione più adattabile e digitalizzato.

Infine, lo sviluppo del capitale umano rimane un elemento fondamentale della strategia di cooperazione italiana. La DGMO e l’AICS sostengono lo sviluppo delle capacità attraverso borse di studio, programmi di formazione tecnica e workshop regionali incentrati su agricoltura, ambiente ed energia. Questi investimenti promuovono partnership istituzionali a lungo termine e sostengono l’obiettivo dell’ASEAN di ridurre i divari di sviluppo attraverso lo sviluppo delle competenze e la condivisione delle conoscenze.

In sintesi, la cooperazione italiana allo sviluppo nell’ASEAN è guidata da una visione strategica che integra profondità tematica, rigore metodologico e rilevanza regionale. Il suo allineamento con le priorità dell’associazione regionale del Sud-Est asiatico e il suo uso flessibile degli strumenti – che vanno dall’assistenza tecnica al finanziamento dello sviluppo – sottolineano l’impegno dell’Italia per uno sviluppo inclusivo e sostenibile nel Sud-Est asiatico. Tuttavia, per sostenere ed espandere questo impatto, rimane essenziale un quadro di finanziamento nazionale prevedibile e adeguato.

Tab. 1 – Lo stato delle iniziative AICS–ASEAN al novembre 2025[24]

Iniziativa/Titolo Budget (in euro) Soggetto esecutore Stato
Meccanismo di cooperazione per lo sviluppo competitivo dell’acquacoltura e della piccola pesca in ASEAN (COOPMEC) 2.999.745 CIHEAM Bari – Istituto Agronomico Mediterraneo di Bari Approvazione ASEC/CPR il 17.07.2024 e Comitato Congiunto Italia il 30.09.2024. Fase di avvio
Supporto scientifico e tecnico all’agricoltura sostenibile nei Paesi ASEAN (3S) 2.829.198 Consorzio guidato dall’Università di Milano (DISAA), Scuola Superiore Sant’Anna, Alliance Bioversity & CIAT Approvazione ASEC/CPR il 06.09.2024 e Comitato Congiunto Italia il 06.11.2024. Fase di avvio
Contributo italiano all’ASEAN COVID‑19 Response Fund 2.500.000 Fondo amministrato dal Segretariato ASEAN Approvato dal Comitato Congiunto Italia il 30.03.2023. Finalizzazione dell’accordo in corso
GeoLab ASEAN 5.000.000 Consorzio guidato da Univ. di Napoli Parthenope; membri: CNR, Unione Geotermica Italiana (UGI) Incluso nella programmazione AICS 2024. Valutazione progetto in sospeso
Resilienza climatica tramite ecoturismo e soluzioni basate sulla natura in aree forestali/protette dei Paesi ASEAN 4.500.000 IUCN; previsto coinvolgimento di organizzazioni della società civile italiane Incluso nella programmazione AICS 2024. Valutazione progetto in sospeso
Sostegno ai piccoli produttori nella regione ASEAN attraverso la promozione di modelli di agroforestazione circolare 5.000.000 Consorzio guidato dal Politecnico di Torino con Centre for Circular Economy of Coffee Discussioni in corso e concept preliminare in preparazione
Gestione sostenibile delle risorse idriche e resilienza agricola nei Paesi IAI del basso fiume Mekong 6.000.000 Fondazione CIMA Discussioni in corso e concept preliminare in preparazione

Sfide e approcci adattivi

Nonostante risultati promettenti, la partnership continua a confrontarsi con sfide che richiedono strategie sensibili al contesto. Anzitutto, l’eterogeneità tra gli Stati membri dell’ASEAN in termini di sviluppo economico, capacità di governance, priorità settoriali impone approcci dedicati. L’AICS ha progettato iniziative “su misura” entro un quadro regionale unificato, come ad esempio il sostegno a un’economia circolare in Viet Nam, un piano di ristrutturazione del debito (Debt‑for‑Development Swap) per sostenere la riforestazione e i mezzi di sussistenza indigeni nelle Filippine e la promozione di una governance sostenibile dell’acquacoltura attraverso il progetto “Meccanismo di cooperazione per lo sviluppo competitivo dell’acquacoltura e della pesca su piccola scala” in Cambogia e in altri Stati membri dell’ASEAN[25]. Un ulteriore esempio di questo approccio è un’iniziativa trilaterale a sostegno dei sistemi di statistica ambientale in Viet Nam, Cambogia e Laos. Sebbene l’obiettivo regionale sia quello di migliorare il monitoraggio e la gestione delle risorse idriche e degli eventi estremi indotti dal clima nella subregione del fiume Mekong, il progetto è stato accuratamente studiato per rispondere ai diversi livelli di sviluppo istituzionale e di capacità statistica dei tre Paesi, fornendo assistenza tecnica differenziata ai rispettivi uffici nazionali di statistica. Questi esempi dimostrano l’impegno dell’Italia a garantire che la sua cooperazione allo sviluppo sia sensibile al contesto e strategicamente allineata con gli obiettivi più ampi di integrazione e sostenibilità dell’ASEAN[26].

Una seconda sfida cruciale risiede nelle limitazioni delle risorse, poiché l’Italia, donatore di medie dimensioni, opera con stanziamenti finanziari relativamente limitati per la cooperazione allo sviluppo. Per tale motivo il nostro Paese deve impiegare i propri finanziamenti in modo strategico per massimizzare l’impatto. A tal fine, ha concentrato i propri sforzi su aree tematiche ad alto impatto quali l’agricoltura sostenibile, le energie rinnovabili, l’innovazione digitale e l’economia circolare. Nell’ambito delle aree di cooperazione pratica ASEAN-Italia (2022-2026), le iniziative hanno incluso lo sviluppo di poli di innovazione per le start-up nel settore dell’energia pulita e progetti pilota per la tracciabilità digitale nelle catene del valore agricole[27]. L’Italia ha, inoltre, fatto sempre più ricorso a partenariati pubblico-privati (PPP) e collaborazioni con istituzioni accademiche, consentendo accordi di cofinanziamento che ampliano l’impatto e promuovono la sostenibilità a lungo termine degli interventi. Inoltre, l’AICS mira a sfruttare le economie di scala derivanti da un portafoglio di progetti semplificato, caratterizzato da iniziative meno numerose ma di maggiore entità.

Per affrontare i limiti strutturali dei finanziamenti e consentire soluzioni più scalabili, l’AICS sta cercando di mobilitare capitali privati attraverso meccanismi di finanza mista e strumenti di condivisione del rischio. In questo contesto, la CDP svolge un ruolo fondamentale. In qualità di intermediario finanziario, essa può strutturare finanziamenti agevolati e non agevolati, compresi prestiti sovrani e sub-sovrani, nonché linee di credito destinate al settore privato. Inoltre, la CDP è in grado di emettere garanzie e investire in piattaforme regionali che catalizzano la partecipazione del settore privato a iniziative di sviluppo climaticamente intelligenti, inclusive e sostenibili. Un esempio degno di nota è il prestito di 35 milioni di dollari concesso dall’istituzione finanziaria italiana alla Viet Nam Prosperity Joint Stock Commercial Bank (VPBank) a sostegno delle piccole e medie imprese, in particolare delle imprese guidate da donne, nell’ambito di un più ampio pacchetto di investimenti incentrato sul clima del valore di 300 milioni di dollari guidato dalla International Finance Corporation (IFC), insieme ad altre istituzioni finanziarie europee per lo sviluppo[28]. Questo finanziamento promuove gli investimenti verdi in settori quali le energie rinnovabili e l’efficienza energetica e riflette la capacità della CDP di fungere da catalizzatore per il coinvolgimento del settore privato, in particolare laddove i rischi di mercato scoraggiano gli investitori convenzionali.

Al di là delle singole transazioni, un maggiore coordinamento tra la CDP, l’AICS e le istituzioni finanziarie con sede nell’ASEAN potrebbe rafforzare le sinergie nella progettazione dei progetti, nella due diligence e nella valutazione dell’impatto, contribuendo a creare un ecosistema finanziario sostenibile più dinamico e resiliente nel Sud-Est asiatico.

La capacità dell’Italia di amplificare la propria presenza nella regione è ulteriormente rafforzata dal Fondo Italiano per il Clima, lanciato dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) e gestito operativamente dalla CDP. Il Fondo mira a mobilitare 4,2 miliardi di euro tra il 2022 e il 2026 per sostenere progetti di mitigazione e adattamento climatico nei Paesi in via di sviluppo[29]. Amplia la gamma di strumenti finanziari a disposizione della cooperazione italiana offrendo strumenti di finanza mista, come prestiti agevolati, partecipazioni azionarie e garanzie. Questi meccanismi integrano la programmazione basata sulle sovvenzioni dell’AICS, consentendo un approccio dualistico che combina il finanziamento strategico delle infrastrutture con un’assistenza tecnica mirata e lo sviluppo delle capacità locali.

Questo approccio complementare è esemplificato dall’impegno dell’Italia nei confronti del JETP. L’Italia ha stanziato 500 milioni di euro a sostegno della transizione energetica del Viet Nam, suddivisi equamente tra le risorse del “Fondo Italiano per il Clima” e i capitali del CDP[30]. Questo contributo sostiene iniziative di punta come la centrale idroelettrica di pompaggio di Bac Ai, che mira a stabilizzare la rete elettrica del Viet Nam e a facilitare una maggiore integrazione delle energie rinnovabili. In Indonesia, l’Italia ha promesso 250 milioni di euro alla JETP, rafforzando il proprio impegno a favore della decarbonizzazione regionale e della resilienza energetica[31].

L’allineamento strategico delle operazioni di sovvenzione dell’AICS con gli strumenti finanziari gestiti dalla CDP, compresi quelli del Fondo per il clima, costituisce un’architettura coerente e flessibile per la cooperazione italiana allo sviluppo. Questo modello consente all’Italia di affrontare sia le esigenze infrastrutturali strutturali sia le sfide a livello istituzionale e comunitario. Garantire un coordinamento efficace tra l’AICS, la CDP, il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) e le istituzioni partner sarà essenziale per massimizzare l’impatto e rafforzare il contributo dell’Italia allo sviluppo sostenibile e inclusivo in tutta l’ASEAN.

Anche le lungaggini burocratiche, sia nell’ASEAN che in Italia, hanno rappresentato un ostacolo persistente. Questi ritardi sono particolarmente evidenti nelle fasi di formulazione e approvazione dei progetti. L’Italia ha cercato di affrontare questo problema promuovendo un dialogo istituzionale continuo e semplificando i meccanismi di coordinamento. Ad esempio, le consultazioni informali tra l’AICS e le unità tecniche del Segretariato dell’ASEAN hanno contribuito a chiarire le aspettative e a ridurre le incomprensioni nella progettazione dei progetti.

Una questione più strutturale deriva dal doppio processo di approvazione richiesto per le iniziative AICS, che devono essere approvate sia dall’ASEAN sia dalle autorità italiane competenti. A partire dal 2025, la sequenza standard prevede l’approvazione formale del documento di progetto da parte dell’ASEAN prima della presentazione agli organi decisionali italiani. Dato che il processo di valutazione interna dell’ASEAN richiede in genere almeno tre mesi, questa sequenza comporta spesso un ritardo di almeno 12 mesi tra l’approvazione della programmazione e l’avvio del progetto. Per ovviare a questo problema, sono in corso discussioni – ad aprile 2025 – per consentire approvazioni parallele da parte dell’ASEAN e dell’Italia, allineando così i tempi dell’iniziativa al ciclo di programmazione annuale dell’Italia e migliorando la reattività complessiva.

Anche la complessità geopolitica più ampia della regione indo-pacifica influenza il partenariato. Le crescenti tensioni tra le grandi potenze, le restrizioni commerciali e le interruzioni della catena di approvvigionamento possono avere ripercussioni sulle iniziative di cooperazione regionale. La posizione non allineata dell’Italia e l’attenzione al dialogo inclusivo hanno garantito una certa stabilità diplomatica, consentendole di mantenere un impegno costruttivo con l’ASEAN anche in un contesto strategico in evoluzione. Ad esempio, l’enfasi posta dall’Italia sul “regionalismo aperto” – un approccio cooperativo che promuove l’integrazione economica e l’impegno multilaterale senza richiedere allineamenti politici o adesioni esclusive – è in linea con il principio di centralità dell’ASEAN, che afferma il ruolo guida dell’ASEAN nel plasmare l’architettura regionale attraverso il consenso, la neutralità e la diplomazia inclusiva. Questa convergenza rafforza la fiducia reciproca, poiché entrambe le parti favoriscono un ordine basato su regole che rispetti la sovranità nazionale e promuova al contempo l’azione collettiva, in particolare in settori quali lo sviluppo sostenibile, la connettività e la resilienza regionale[32].

Un’altra sfida operativa risiede nell’attuazione delle attività in Paesi in cui l’Italia non mantiene una presenza diretta di cooperazione, come la Cambogia, la Repubblica Democratica Popolare del Laos e la Thailandia. In questi contesti, l’Italia si è affidata alle istituzioni dell’ASEAN per individuare i partner nazionali più adeguati. Sebbene questo approccio promuova la legittimità e l’allineamento con le priorità regionali, introduce anche un ulteriore livello di mediazione che, in alcuni casi, può rallentare l’attuazione. Allo stesso modo, il coinvolgimento di istituzioni italiane di attuazione, comprese le OSC, senza una presenza permanente nella regione crea ulteriori vincoli operativi. In alcuni casi, ciò è stato mitigato attraverso la formazione di consorzi che includono almeno un partner con una presenza consolidata nella regione. Tuttavia, l’istituzione di un ufficio AICS a Giacarta, insieme all’assegnazione di uno spazio dedicato al progetto all’interno dei locali dell’ASEC, ha rafforzato in modo significativo il coordinamento operativo e contribuito ad accelerare i processi di approvazione.

Infine, il partenariato Italia-ASEAN deve continuamente affrontare la sfida di allineare le iniziative bilaterali dell’Italia con i più ampi quadri strategici dell’UE. L’Italia opera sia come attore nazionale sia come Stato membro dell’UE e, sebbene questo doppio ruolo possa creare sinergie, richiede anche un attento coordinamento. Ad esempio, molti dei settori prioritari per l’Italia nell’ASEAN, come la transizione verde, la trasformazione digitale e le infrastrutture sostenibili, sono anche pilastri fondamentali della strategia dell’UE per la cooperazione nell’Indo-Pacifico[33]. Tuttavia, le iniziative bilaterali dell’Italia possono avere modalità operative, tempistiche o focus geografici specifici che differiscono da quelli dell’UE.

Un esempio concreto è il progetto “Supporto scientifico e tecnico per l’agricoltura sostenibile nei Paesi dell’ASEAN (3S)” sostenuto dall’Italia, che promuove pratiche resilienti al clima nella produzione di mais, manioca e canna da zucchero. Sebbene l’iniziativa sia fortemente in linea con gli obiettivi dell’UE in materia di agricoltura climaticamente intelligente e resilienza dei sistemi alimentari, è stata sviluppata bilateralmente con l’ASEAN e guidata da un’istituzione accademica italiana al di fuori del quadro del Team Europe Initiative. Ciò può creare un rischio di frammentazione se iniziative simili finanziate dall’UE o guidate dagli Stati membri vengono attuate in parallelo senza coordinamento, con il rischio di duplicazione degli sforzi, impegno incoerente con le controparti dell’ASEAN o opportunità mancate di programmazione congiunta e visibilità. Inoltre, il progetto 3S segue un ciclo di programmazione e una struttura di governance diversi, rendendo più difficile l’integrazione con le piattaforme regionali dell’UE o il contributo a quadri comuni di monitoraggio e valutazione.

Il mantenimento della coerenza tra questi quadri richiede un dialogo istituzionale costante tra gli attori italiani e quelli dell’UE, in particolare la delegazione dell’UE presso l’ASEAN, l’AICS e il MAECI. Ad esempio, quando l’Italia finanzia un’iniziativa bilaterale in settori quali l’economia circolare o le energie rinnovabili, il coordinamento con i programmi regionali finanziati dall’UE contribuisce a garantire la complementarità piuttosto che la duplicazione[34]. Ciò è particolarmente importante quando si interagisce con le istituzioni dell’ASEAN, che spesso preferiscono approcci coordinati che riducano la frammentazione e siano in linea con l’agenda dell’ASEAN in materia di connettività[35].

Allo stesso tempo, lo status dell’Italia come donatore di medie dimensioni le offre la flessibilità necessaria per agire come partner agile, in grado di sperimentare soluzioni innovative o di rispondere rapidamente alle esigenze emergenti dell’ASEAN. In questo senso, l’Italia integra l’impegno più ampio dell’UE aggiungendo profondità diplomatica, ovvero la sua capacità di impegnarsi bilateralmente, mantenere un dialogo istituzionale coerente e costruire fiducia attraverso una cooperazione politica e tecnica mirata. Un chiaro esempio è il ruolo tempestivo e proattivo dell’Italia nel lancio del “Partenariato di sviluppo ASEAN-Italia” nel 2020, che ha portato alla creazione dell’AI-DPC. Ciò ha posizionato l’Italia tra i pochi Stati membri dell’UE con un quadro di cooperazione formalizzato con l’ASEAN, consentendole di definire un’agenda concordata e di mantenere un canale diretto con le istituzioni dell’ASEAN. L’Italia apporta inoltre una specializzazione tematica in settori quali l’agricoltura sostenibile, il patrimonio culturale e l’economia circolare. Tuttavia, per massimizzare il proprio impatto e garantire la coerenza delle politiche, l’Italia deve continuare a investire nel coordinamento, nella programmazione congiunta e nella condivisione di informazioni con le controparti dell’UE, in particolare attraverso piattaforme quali le iniziative Team Europe[36] e il Global Gateway[37].

Guardando avanti: costruire un futuro condiviso

Con l’approfondirsi della partnership tra Italia e ASEAN, emergono diverse direzioni strategiche per migliorare l’efficacia e l’impatto a lungo termine. Il passaggio da iniziative specifiche per ogni contesto a piattaforme regionali più ampie sarà fondamentale per rafforzare l’integrazione dell’ASEAN e garantire l’inclusività tra Stati membri con capacità diverse. L’approccio flessibile e bilaterale dell’Italia, se inserito in un quadro regionale unificato, può fungere da modello per una cooperazione reattiva e mirata[38].

Per soddisfare le crescenti esigenze di finanziamento dello sviluppo della regione, sarà essenziale mobilitare capitali privati attraverso finanziamenti misti, green bond e strumenti legati alla sostenibilità. L’Italia è in una posizione ideale per svolgere un ruolo catalizzatore attraverso l’uso combinato delle sovvenzioni dell’AICS, degli strumenti finanziari gestiti dalla CDP e del “Fondo italiano per il clima”, in particolare se allineati alle priorità dell’ASEAN e strutturati in modo da attrarre la partecipazione del settore privato. Sfruttare ulteriormente il ruolo della CDP come istituzione finanziaria per lo sviluppo, insieme alla cooperazione continua con i partner dell’ASEAN, può anche favorire un ecosistema regionale più forte per la finanza sostenibile.

Un maggiore allineamento con i quadri dell’UE, anche attraverso le iniziative Team Europe e Global Gateway, sarà fondamentale per evitare la frammentazione e rafforzare il duplice ruolo dell’Italia come attore bilaterale e Stato membro dell’UE. Una pianificazione coordinata e meccanismi di monitoraggio condivisi possono garantire la complementarità tra gli sforzi dell’Italia e l’impegno più ampio dell’UE, in particolare in settori prioritari quali la transizione verde, l’economia circolare e l’innovazione digitale. Lo status dell’AICS come agenzia di attuazione valutata in base ai pilastri offre l’opportunità di posizionare l’Italia come partner affidabile nelle iniziative regionali finanziate dall’UE, promuovendo al contempo le competenze e il know-how italiani.

A livello operativo, il proseguimento degli sforzi volti a snellire le procedure di formulazione e approvazione dei progetti, anche attraverso processi paralleli ASEAN-Italia, migliorerà la reattività e ridurrà i ritardi. Ulteriori investimenti nella programmazione adattiva, nei partenariati locali e nello sviluppo delle capacità tecniche possono contribuire ad adattare la cooperazione ai contesti nazionali specifici, in particolare nei Paesi in cui l’Italia non ha una presenza diretta.

Infine, il successo a lungo termine del partenariato Italia-ASEAN dipenderà dalla sua capacità di rimanere flessibile, inclusivo e lungimirante. Poiché entrambe le regioni devono affrontare sfide complesse e interconnesse – dagli shock climatici e dall’insicurezza idrica, alla rivoluzione digitale e alla disuguaglianza sociale – l’Italia e l’ASEAN possono fungere da co-creatori di soluzioni radicate nella prosperità condivisa, nella fiducia reciproca e nella crescita sostenibile. Sostenendo il dialogo istituzionale, investendo nell’innovazione e coordinandosi strettamente con i partner dell’UE, l’Italia può rafforzare il suo ruolo di ponte e catalizzatore per uno sviluppo resiliente in tutto il Sud-Est asiatico. Per sostenere ed espandere questo impegno strategico, tuttavia, rimane essenziale un quadro di finanziamento nazionale prevedibile da parte italiana.

                                   Traduzione dall’inglese generata con l’IA, verificata da Raimondo Neironi

 


[1] Boario, M., Gabusi, G. (2024), “Le economie dei paesi ASEAN tra integrazione regionale e connessioni globali”, in Dian, M. Diodato, E. (a cura di), Geopolitica dell’Asia Orientale. Sicurezza, economia, ideologia, Roma: Carocci, pp. 185–206.

[2] Ambasciata d’Italia a Giacarta, “Development Co-operation”, disponibile online al sito https://ambjakarta.esteri.it/en/italia-e-indonesia/cooperazione-allo-sviluppo/.

[3] Segretariato ASEAN (2021), “ASEAN, Italy Launch Development Partnership”, 19 aprile, disponibile online al sito https://asean.org/asean-italy-launch-development-partnership/.

[4] Segretariato ASEAN (2022), “ASEAN–Italy Development Partnership: Practical Cooperation Areas (2022–2026)”, disponibile online al sito https://asean.org/wp-content/uploads/2022/06/ASEAN-Italy-PCA-2022-2026-adopted.pdf.

[5] AICS Hanoi (2024), “Italy–ASEAN Partnership: AICS Delegation Participates in the Fourth Steering Committee”, 28 novembre, disponibile online al sito https://hanoi.aics.gov.it/news/italy-asean-partnership-aics-delegation-participates-in-the-fourth-steering-committee/?lang=en.

[6] Per informazioni sull’ASEAN–Italy High-Level Dialogue on Economic Relations, si faccia riferimento a The European House – Ambrosetti, “ASEAN–Italy High-Level Dialogue on Economic Relations”, disponibile online al sito https://www.ambrosetti.eu/en/international-summits/high-level-dialogue-asean-italy-economic-relations/.

[7] Segretariato ASEAN (2025), “Overview of the ASEAN–Italy Development Partnership as of 13 February 2025”, disponibile online al sito https://asean.org/wp-content/uploads/2025/04/Overview-ASEAN-Italy-Development-Partnership-as-of-13-February-2025-002.pdf.

[8] Ibidem.

[9] Ibidem.

[10] Per informazioni sulla Business Matching Platform e su altre iniziative di CDP, si faccia riferimento al sito https://businessmatching.cdp.it/en/welcome.

[11] UE, Commissione europea (2023), JETP Resource Mobilisation Plan – Viet Nam, disponibile online al sito https://climate.ec.europa.eu/system/files/2023-12/RMP_Viet%20Nam_Eng_%28Final%20to%20publication%29.pdf.

[12] Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo economico, Development Assistance Committee (DAC) (2024), “Members’ Participation in Just Energy Transition Partnerships”; si veda anche JETP Indonesia, “JETP Country Platform”, disponibile online al sito https://www.jetp-id.org/.

[13] Per informazioni più dettagliate sul coinvolgimento di CDP nelle JETP in Viet Nam e Indonesia, si faccia riferimento al sito https://businessmatching.cdp.it/it/dashboard/eventi/cdp-le-progettualita-paesi-partner-della-cooperazione-focus-sulle-just-energy-transition-partnerships-vietnam-e-indonesia?id=121&utm_source=chatgpt.com.

[14] Lin, B.Y. (2025), “Indonesia to Build 30 Waste-to-Energy Plants”, Reccessary News, 17 marzo, dispobile online al sito https://www.reccessary.com/en/news/indonesia-to-build-30-waste-to-energy-plants.

[15] Per maggiori informazioni sulle attività della sede dell’AICS di Hanoi, si faccia riferimento al sito https://hanoi.aics.gov.it/?lang=en.

[16] Segretariato ASEAN (2021), “ASEAN, Italy Launch Development Partnership”, 19 aprile, disponibile online al sito https://asean.org/asean-italy-launch-development-partnership/.

[17] United Nations System Staff College (2015), “The 2030 Agenda for Sustainable Development: A Primer”, disponibile online al sito https://www.unssc.org/sites/default/files/2030_agenda_for_sustainable_development_kcsd_primer_en.pdf.

[18] AICS Hanoi (2024), “Sustainable Agriculture: AICS supports ASEAN Countries”, 18 novembre, disponibile online al sito https://hanoi.aics.gov.it/news/agricoltura-sostenibile-aics-sostiene-i-paesi-asean/?lang=en.

[19] International Cooperation at CIHEAM Bari (2025), “CIHEAM Bari Portfolio – Progetti cooperazione italiana”, disponibile online al sito https://www.iamb.it/wp-content/uploads/2025/01/CIHEAM-Bari-PORTFOLIO-PROGETTI-COOPERAZIONE-ITALIANA_-rev-30-1-25_WEB_LR.pdf.

[20] Segretariato ASEAN (2021), “Overview of the COVID-19 ASEAN Response Fund”, Giacarta, disponibile online al sito https://asean.org/wp-content/uploads/53-Finalised-and-APPROVED-TOR_COVID-19-ASEAN-Response-Fund.pdf?utm_source=chatgpt.com.

[21] AICS (2023), “Operational Manual for an Approach to Sustainable Development Results”, disponibile online al sito https://www.aics.gov.it/wp-content/uploads/2023/05/Manuale-Operativo_ENG_WEB-1.pdf.

[22] Segretariato ASEAN (2022), “ASEAN–Italy Development Partnership: Practical Cooperation Areas (2022–2026)”, disponibile online al sito https://asean.org/wp-content/uploads/2022/06/ASEAN-Italy-PCA-2022-2026-adopted.pdf.

[23] AICS (2024), “Presentation during the IV Steering Committee Meeting of the Italy–ASEAN Development Partnership”, 28 novembre. Si tratta di un documento interno, non disponibile per la pubblicazione.

[24] AICS Hanoi (2023), “Sustainable Agriculture: AICS Supports ASEAN Countries”, 13 novembre, disponibile online al sito https://hanoi.aics.gov.it/news/agricoltura-sostenibile-aics-sostiene-i-paesi-asean/?lang=en.

[25] Segretariato ASEAN (2025), “Overview of the ASEAN–Italy Development Partnership as of 13 February 2025”, disponibile online al sito https://asean.org/wp-content/uploads/2025/04/Overview-ASEAN-Italy-Development-Partnership-as-of-13-February-2025-002.pdf.

[26] Segretariato ASEAN (2022), “ASEAN–Italy Development Partnership: Practical Co-operation Areas (2022–2026)”, disponibile online al sito https://asean.org/wp-content/uploads/2022/06/ASEAN-Italy-PCA-2022-2026-adopted.pdf.

[27] CDP (2023), “CDP’s First Financing in Viet Nam: $35 Million for SMEs,” 18 dicembre, disponibile online al sito https://www.cdp.it/sitointernet/page/en/cdp_first_financing_in_vietnam_35_million_for_smes?contentId=PRG46435.

[28] MASE, Governo italiano (2023), “The Italian Climate Fund”, disponibile online al sito https://www.mase.gov.it/portale/web/guest/the-fund.

[29] ASEAN Centre for Energy (2024), “Is JETP Making Progress in ASEAN Energy Transition?”, 10 luglio, disponibile online al sito https://aseanenergy.org/post/is-jetp-making-progress-in-asean-energy-transition/.

[30] Nguyen, T. (2024), “One Year into the Indonesia and Vietnam’s Just Energy Transition Partnerships”, The Interpreter, 10 dicembre, disponibile online al sito https://www.lowyinstitute.org/the-interpreter/one-year-indonesia-vietnam-s-just-energy-transition-partnerships.

[31] AICS Hanoi (2024), “Italy–ASEAN Partnership: AICS Delegation Participates in the Fourth Steering Committee”, 28 novembre, disponibile online al sito https://hanoi.aics.gov.it/news/italy-asean-partnership-aics-delegation-participates-in-the-fourth-steering-committee/?lang=en.

[32] Segretariato ASEAN (2024), “ASEAN and Italy Reinforce Partnership at the 4th ASEAN–Italy Development Partnership Committee Meeting”, 28 novembre, disponibile online al sito https://asean.org/asean-and-italy-reinforce-partnership-at-the-4th-asean-italy-development-partnership-committee-meeting/.

[33] Servizio dell’UE per l’Azione esterna (2021), “EU Strategy for Cooperation in the Indo-Pacific”, 19 aprile, disponibile online al sito https://www.eeas.europa.eu/sites/default/files/jointcommunication_2021_24_1_en.pdf.

[34] Segretariato ASEAN (2022), “ASEAN–Italy Development Partnership: Practical Cooperation Areas (2022–2026)”, disponibile online al sito https://asean.org/wp-content/uploads/2022/06/ASEAN-Italy-PCA-2022-2026-adopted.pdf.

[35] Segretariato ASEAN (2025), “Overview of the ASEAN–Italy Development Partnership as of 13 February 2025”, disponibile online al sito https://asean.org/wp-content/uploads/2025/04/Overview-ASEAN-Italy-Development-Partnership-as-of-13-February-2025-002.pdf.

[36] UE, Commissione europea (2021), “Global Gateway: Up to €300 Billion for the European Union’s Strategy to Boost Sustainable Links Around the World”, 1° dicembre, disponibile online al sito https://commission.europa.eu/topics/international-partnerships/global-gateway_en.

[37] UE, Commissione europea (2021), “Team Europe Initiatives: Working Better Together”, 1° dicembre, disponibile online al sito https://international-partnerships.ec.europa.eu/policies/team-europe-initiatives_en.

[38] AICS Hanoi (2023), “Indo-Pacific Outlooks. Implications for the EU-ASEAN Relationship: The Role of Italian Cooperation in Regional Integration”, disponibile online al sito https://hanoi.aics.gov.it/news/indo-pacific-outlooks-implications-for-the-eu-asean-relationship/?lang=en.

LinkedIn   Facebook   Twitter  
  • Events & Training Programs

Copyright © 2026. Torino World Affairs Institute All rights reserved

  • Privacy Policy
  • Cookie Policy