L’accentramento di potere nelle mani di Xi Jinping all’interno del sistema politico cinese, reso ancora più evidente dal XX Congresso, si accompagna ad un analogo processo per quanto riguarda il controllo e la gestione dei dati in Cina. Le recenti leggi cinesi in materia di protezione dei dati sembrano infatti seguire questa traiettoria rappresentando un punto di rottura nei rapporti tra grandi imprese tecnologiche e Partito comunista cinese. Dal punto di vista della politica interna, riuscire a mantenere alta la competitività delle imprese tecnologiche cinesi senza lasciare che in esse si possano costituire agglomerazioni di potere esterne al Partito-Stato rappresenta una sfida prioritaria per Pechino. Per quanto riguarda il contesto internazionale, invece, è opportuno chiedersi se tali leggi siano riconducibili ad un approccio più prudenziale, tipico della politica estera cinese fino all’avvento di Xi Jinping, oppure ad una matrice caratterizzata da maggiore assertività e capacità di modificare le regole del gioco anche per altri attori. Alla luce di ciò, attraverso un’analisi delle nuove leggi in materia di regolamentazione dei dati, l’articolo si propone di fornire una migliore prospettiva per comprendere le possibili conseguenze di tali leggi sui rapporti di potere interni al sistema cinese e le ripercussioni nel sistema internazionale.
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