Le Filippine al tempo di Duterte

RISE Vol.3, N.4

Siamo giunti a metà mandato della presidenza Duterte nelle Filippine, ed è tempo di un primo bilancio. Da molti punti di vista, Duterte riflette lo spirito dei tempi: un leader dalla personalità forte, paragonato a Trump per i suoi modi spicci e per la sua postura anti-élite, e descritto come uno dei tanti populisti al potere oggi nel mondo. Ma, a differenza dei suoi omologhi europei, presiede una nazione giovane, vitale, proiettata verso il futuro, malgrado le immense difficoltà tipiche di un Paese in Via di sviluppo. Questo numero di RISE esplora le Filippine attraverso queste due direttrici, cercando di capire come le scelte di Duterte siano destinate, nel bene e nel male, a lasciare un segno.

La politica interna è senza dubbio segnata dalla campagna contro la diffusione della droga nell’arcipelago – una campagna violenta che è stata oggetto di critiche delle organizzazioni di difesa dei diritti umani e dei governi occidentali, soprattutto per le esecuzioni extragiudiziali di cui sono state vittime migliaia di persone. Con la mano altrettanto forte dell’esercito, sono stati sconfitti alcuni focolai di guerriglia islamista nell’isola di Mindanao. In politica internazionale, Duterte è apparso ondivago, da un lato avvicinandosi maggiormente alla Cina, ma dall’altro incapace – al di là di qualche facile dichiarazione – di svincolarsi dai legami storici con il tradizionale alleato statunitense.

Però l’economia cresce a tassi elevati, grazie alla Dutertenomics fondata sull’aumento della spesa pubblica e agganciata al traino della locomotiva cinese – una strategia che potrebbe diventare insostenibile, considerate anche le tensioni commerciali con gli Stati Uniti. Un altro dato rilevante è rappresentato dalle rimesse degli emigrati – e questo vale anche per i filippini residenti in Italia che (lo scopriamo dall’intervista con l’Ambasciatore in Italia) rappresenta la seconda più estesa comunità in Europa.

Completano il numero la rubrica Sotto i Riflettori dedicata alle elezioni thailandesi, la rubrica Italia-ASEAN, un focus sulle relazioni Cina-Pakistan per capire se possiamo trarre lezioni per il Sud-est asiatico, e la recensione di Noli Me Tangere, il classico dell’eroe nazionale José Rizal.

 

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