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Il Giappone e il Sud-Est asiatico nella Seconda guerra mondiale

[IT] Durante la Seconda guerra mondiale, il Giappone tentò di giustificare la sua politica aggressiva presentandola come finalizzata alla liberazione dei popoli asiatici dal giogo coloniale e dall’imperialismo “euro-americano”. Secondo la propaganda, sotto la guida nipponica sarebbe iniziata la costruzione di una comunità regionale fondata su uno spirito di fratellanza e sostegno reciproco. Questo progetto divenne noto come “Sfera di coprosperità della Grande Asia Orientale”, secondo l’espressione lanciata dal Ministro degli Esteri Matsuoka Yosuke nell’agosto 1940. Si trattava di un’elaborazione, in chiave più ambiziosa, di un obiettivo geopolitico dichiarato due anni prima dal Governo di Tokyo per dare legittimità alla guerra contro la Repubblica cinese. In quella forma iniziale, la prospettiva era ancora limitata alla cooperazione politica ed economica tra Giappone, Cina e Stato fantoccio della Manciuria; quest’ultimo era stato creato dall’Esercito imperiale nel 1932, dopo aver occupato il Nord-Est cinese.

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